Caso Fregosi in tv e alla Camera Zanetti: «Norme da rivedere»

GROSETO. L’inviata di Ballarò Eva Giovannini li ha definiti i “fantasmi” del mondo del lavoro, in collegamento da Milano con il talk show del martedì di Rai Tre ora condotto da Massimo Giannini. E...

GROSETO. L’inviata di Ballarò Eva Giovannini li ha definiti i “fantasmi” del mondo del lavoro, in collegamento da Milano con il talk show del martedì di Rai Tre ora condotto da Massimo Giannini. E loro, freelance e partite Iva, hanno portato in tv in prima serata il caso esemplare della loro collega, la grossetana Daniela Fregosi, ormai portavoce nazionale delle partite Iva che si ammalano.

Se quei “fantasmi” sono sempre meno invisibili a livello mediatico lo si deve anche alla tenacia tutta maremmana di Daniela che dopo il cancro al seno ha intrapreso una battaglia non per sé, ma per tutti i lavoratori come lei.

«I colleghi dell’associazione Acta di cui anche io faccio parte sono stati fantastici – dice Daniela dopo la puntata di Ballarò – Non solo hanno spiegato bene i punti del nostro Jobs Acta (la proposta di riforma del lavoro che tutela anche le partite Iva con cui Acta risponde al Jobs Act di Renzi, ndc) ma hanno anche incalzato gli ospiti in studio».

Tra loro il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti che ha ammesso che la parte della normativa sulle partite Iva va rivista. «Nel Jobs act e nella legge di stabilità ci hanno ignorati – dice la Fregosi – Era ora che se ne accorgessero».

Un punto a favore della battaglia, almeno in tv, è stato segnato ma non è il solo risultato. «È chiaro ormai che il mio non è un singolo caso umano alla ricerca di una soluzione individuale – dice Daniela – Non vogliamo uno strappo alla regola per una sola persona ma una tutela per tutti quelli come me. Siamo tantissimi».

Grazie alla petizione con 50mila firme e al blog dove indossa i panni di Afrodite K (eroina così autoironica e tosta da riuscire a parlare senza problemi delle sue «tette bioniche», come lei stessa le definisce) Daniela ha messo su un drammatico database di storie che chiedono solo giustizia e tutele. «Al ministero del Lavoro lo sanno bene – dice Daniela – ma per il momento fanno orecchie da mercante».

Dove invece la storia di Daniela l’hanno ascoltata forte e chiara è la commissione Lavoro della Camera: il 28 ottobre Daniela ha infatti partecipato a un’audizione informale insieme alla presidente di Acta, Anna Soru. E anche lì ha fatto sentire la sua voce: indennità per le partite Iva per tutta la durata della malattia, congelamento dei contributi Inps fino alla guarigione e sospensione degli studi di settore per chi si ammala non sono privilegi ma diritti di cui le partite Iva non possono più fare a meno.

Sara Landi