Torna dopo 4 anni di stallo il Fondo per la montagna

“Scomparso” nella Finanziaria del 2010, è stato reintrodotto nello Sblocca Italia Franci (Unione comuni): «Bella notizia, servirà a fare manutenzione sulle strade»

CASTEL DEL PIANO. Per la montagna sono in arrivo buone notizie dall’ultima versione del decreto Sblocca Italia. Nel corso dell’esame in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, una modifica avanzata con un emendamento a prima firma di Enrico Borghi e dal gruppo Pd (poi sottoscritto anche da Ncd e Psi) ha reintrodotto il rifinanziamento del Fondo per la montagna, previsto dalla legge 97 del 1994, il cui capitolo venne azzerato dalla Finanziaria del 2010 e mai ripristinato.

«Sarebbe una gran bella notizia – commenta il presidente Unioni comuni Amiata grossetana, Claudio Franci –. Quel fondo, che in legislature passate ammontava a oltre 150 milioni, poi diventati 30 milioni, fu azzerato del tutto. Invece ha per noi un grande significato, perché, consegnato alle Regioni, arriva direttamente ai comuni montani, all’Unione nel nostro caso, e serve per la manutenzione del territorio e la tutela dell’ambiente».

L’alimentazione del fondo avverrà secondo una modalità da lunghi anni rivendicata dagli amministratori degli enti montani, ovvero attraverso il ristorno di una parte dei canoni versati allo Stato dai concessionari autostradali, che in tal modo ristoreranno ai fini di compensazioni ambientali i territori montani compromessi dal punto di vista paesaggistico e ambientale dalla presenza di queste grandi infrastrutture.

Il testo del provvedimento, infatti, introduce all’articolo 5 – nel quadro di una norma di proroga delle concessioni autostradali che ha fatto e sta facendo molto discutere – uno specifico comma aggiuntivo che stabilisce come i proventi derivanti dai canoni versati a seguito delle concessioni oggetto di proroga debbano essere suddivisi, mediante un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministero dell’Economia, per rimpinguare tre fondi: il fondo manutenzioni dell’Anas, il fondo per il trasporto pubblico locale e, appunto, il fondo per la montagna.

«Si tratta di un provvedimento storico per gli enti locali della montagna italiana – spiega Borghi – che torna ad assicurare un’alimentazione finanziaria per progetti di sviluppo e di compensazione ambientale dopo anni di assenza dello Stato, introducendo un meccanismo innovativo che non grava sulla finanza pubblica ma ripristina una logica di naturale compensazione ambientale secondo la logica del pagamento dei servizi ecosistemici».

Anche il presidente di Uncem, Oreste Giurlani, conferma che «la montagna si sta riappropriando di quegli elementi essenziali necessari al proprio sviluppo e alla salvaguardia dei propri territori che troppo spesso nel corso degli anni sono stati oggetto di tagli indiscriminati e riduzione di servizi».

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