Multe per oltre 200mila euro ai mercatini «Venduti oggetti non artigianali»

Blitz con più di 40 accertamenti per le bancarelle al Sacro Cuore e a Marina durante l’estate Gli organizzatori reclamano: «C’era un’autocertificazione». L’assessore: «Possibile un riesame»

GROSSETO. Abusivismo commerciale, fioccano le sanzioni: oltre 200mila euro di multe messe nero su bianco dalla municipale. A finire nell’occhio del ciclone sono le esposizioni artigiane andate in scena lo scorso giugno dalle parti del Sacro Cuore e - in due differenti date - a Marina. Lì sarebbero dovute comparire solo opere inquadrate come “del proprio ingegno”, invece pare sia stata venduta altra merce.

E i blitz dei vigili non hanno fatto sconti, con oltre 40 accertamenti avviati – molti già conclusi – e una valanga di verbali, alcuni già notificati, altri destinati ad arrivare entro poche settimane. Ogni espositore pizzicato a dar via prodotti commerciali industriali dovrà sborsare 5.000 euro. Roba da mal di testa. Anche perché il quadro è più intrigato di quanto possa sembrare. «Serve – spiega l’assessore Arsenio Carosi - una normativa generale che regoli questi eventi. Altrimenti poi c’è chi la sconta, come in parte è successo con i mercatini organizzati lo scorso giugno».Insomma, il duello sulle fiere di prodotti frutto del proprio ingegno è ben lontano dal chiudersi. «Sono esposizioni di hobbysti, e chi vi partecipa deve mettere in mostra propri manufatti, non cose prodotte in serie». Per svolgere questo genere d’attività, infine, non si deve avere partita Iva. «Ma una vera e propria norma che regoli cosa è o cosa non è opera d’ingegno non esiste - dice ancora Carosi - Può accadere dunque che un vigile si trovi nell’incertezza. E non escludo che qualche verbale possa essere rivisto in sede di ricorso».

I ricorsi, appunto. Ora tutti gli occhi sono puntati su quelli. Perché l’associazione che ha organizzato i mercatini a Marina, la Volomagico, s’è già rivolta a dei legali per scongiurare il pagamento delle sanzioni e difendere il proprio buon nome. «Anzitutto – assicurano – le autorizzazioni per la manifestazione al Sacro cuore sono state chieste dal parroco della chiesa, non da noi. Dunque c’è stato un grossolano errore da parte di chi ha redatto il verbale. Inoltre, il vigile non era in grado di giudicare quali fossero opere del proprio ingegno e quali no e ha pensato bene di verbalizzare tutto».

Discorso diverso per le esposizioni avvenute a Marina, iniziative che - a un certo punto - furono addirittura fermate dal Comune che impose lo stop tra le proteste. Lì tutta l’organizzazione è stata curata dalla Volomagico. «Ma abbiamo chiesto a ogni espositore di sottoscrivere un’autocertificazione e ognuno ha dichiarato che quel che metteva sul banco era opera del suo ingegno».