Quando sbatté nel porto tedesco

Il comandante avrebbe già danneggiato una nave per l’alta velocità

ISOLA DEL GIGLIO. Il comandante Francesco Schettino, una nave da crociera, la velocità troppo alta e lo scafo che finisce per sbattere sulla terraferma. La tragedia dell’Isola del Giglio è quella che viene subito in mente quando si pronunciano queste parole chiave. Ma non sarebbe l’unica. Non, almeno, per gli abitanti della città di Rostock, in Germania.

Nel porto di Warnemünde – quartiere di Rostock e meta delle crociere Costa – il 4 giugno 2010, due anni e mezzo prima del naufragio al Giglio, il comandante della Costa Crociere Francesco Schettino avrebbe manovrato a velocità eccessiva un’altra nave, la Aida Blu, procurandole dei danni.

La notizia è stata data in anteprima dal “Daily mail” due anni fa e fu ripresa, a suo tempo da numerosi giornali italiani ed esteri. Nelle carte del processo, però, questo episodio non viene citato a differenza di un’altra manovra giudicata azzardata dal comandante in seconda, Ciro Ambrosio, eseguita da Schettino sempre con la Concordia a Marsiglia nel dicembre 2011.

Secondo la ricostruzione del quotidiano britannico, Schettino avrebbe condotto la Aida Blu nel porto di Warnemünde a una velocità di circa 8 nodi («tra 7,7 e 7,9»), danneggiando la nave. Sempre secondo il “Daily mail” il comandante si sarebbe giustificato con i suoi superiori dicendo che non conosceva il limite di velocità in vigore nel porto tedesco.

L’episodio non ha mai avuto grande eco nei media nazionali, né è sfociato nel dibattimento.

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