«La raccolta differenziata dimezza la bolletta», un incontro spiega in che modo

Gli ambientalisti tornano a denunciare la “anomalia” grossetana: «Il Comune non sa quanto incassa a vendere le materie prime»

GROSSETO. La bolletta della spazzatura a Grosseto potrebbe essere la metà di quella che i cittadini pagano se solo il Comune chiedesse conto a Sei Toscana, il gestore del servizio di raccolta e smaltimento, di quanto incassa dalla bùvendita delle materie prime ricavate dalla raccolta differenziata. Un dato che ad oggi il Comune non possiede.

È quanto sostengono – e ribadiscono – gli ambientalisti di Forum ambientalista, Wwf, Rifiuti zero, Forum per una finanza pubblica e sociale, insieme a Usb, Rifondazione comunista, Movimento 5 stelle e Sel, che non si danno per vinti e tornano a chiedere al Comune di Grosseto il valore economico dei suoi rifiuti. «Il Comune, anche di recente, ci comunica che questi dati non li ha – spiega Roberto Barocci del Forum ambientalista - cosa che invece è obbligatoria, secondo quanto stabilisce il contratto con Sei».

Una via d’uscita, per le tasche dei cittadini e per l’ambiente, però ci sarebbe. Per questo mercoledì 11 giugno il Comitato beni comuni della provincia di Grosseto ha organizzato un incontro pubblico alle 17 alla circoscrizione Pace (via Unione Sovietica a Grosseto) con Fabio Lucchesi ed Enzo Favoiano, fautori della riconversione di impianti di smaltimento rifiuti in impianti “fabbriche di materiale” ricavato dai rifiuti differenziati. «Una pratica che in Veneto e a Capannori ha fatto avere una tariffa sui rifiuti che è meno della metà di quella di Grosseto», spiega Barocci.