Autostrada, Capalbio contro la Provincia

L’ultimo tracciato proposto da Sat piace alla giunta di Luigi Bellumori mentre si contesta l’ipotesi di passare dietro alle colline e nella valle dell’Oro

CAPALBIO. Il Comune di Capalbio ribadisce la sua linea sul passaggio dell’autostrada Tirrenica ed ancora una volta chiarisce con una atto pubblico che il tracciato retro collinare non lo vuole. Dopo la delibera di giunta di inizio di ottobre con cui la Provincia aveva ribadito la sua opposizione alla nuova proposta della Sat, l’amministrazione del sindaco Luigi Bellumori scende in campo per confermare la sua posizione che è anche contraria a quella della giunta Paffetti. Quest’ultima, favorevole al tracciato approvato nel 2008 che passava nell’entroterra, aveva di fatto appoggiato le motivazioni dell’Ente con a capo Leonardo Marras: «Il Comune di Capalbio, attraverso atti formali, si è sempre dichiarato, all’unanimità, contrario al progetto preliminare di autostrada approvato dal Cipe nel 2008 – spiega l’amministrazione capalbiese - in quanto presentava un impatto inaccettabile per il territorio sul paesaggio, sulle aziende agricole e sull’assetto urbanistico. La compresenza di un’autostrada e di una statale Aurelia messa in sicurezza e trasformata in un’improbabile “strada parco” ci appare come uno spreco di denaro pubblico e privato, nonché un impegno di territorio del tutto inaccettabile. Altra cosa sarebbe invece prevedere dei miglioramenti all’Aurelia, anche in rapporto alla viabilità locale, come prevede il progetto definitivo. A tale proposito, nel comune di Capalbio, sono state concordate le sistemazioni dell’Aurelia previste in corrispondenza della ex Dogana Pontificia, de La Torba e di Nunziatella. Inoltre la presunta “discontinuità progettuale” fra i diversi lotti è nei fatti superata in quanto il progetto definitivo è coerentemente impostato sul modello progettuale dell’adeguamento in sede, in larga misura coincidente con quello del progetto Anas che tuttora è quello che meglio risponde all’efficienza e al minor impatto ambientale».

Poi dal Comune ricordano tutti gli atti già emessi in opposizione a qualunque tracciato a monte delle colline: «Tutto questo è devastante nei confronti dell’istituendo parco archeologico Valle d’Oro e il paragrafo del documento della Provincia relativo alle complanari non appare congruo con la scelta sostenuta anche dalla Regione del “corridoio tirrenico unico”, che deve evitare la compresenza di due infrastrutture stradali. Sulla presunta difformità fra progetto preliminare e progetto definitivo si segnala da un lato la condivisione del modello progettuale di adeguamento in sede e dall’altro, mentre appaiono evidenti i minori costi dell’infrastruttura rispetto ad un tracciato in variante da Grosseto Sud a Civitavecchia, si deve constatare che il progetto definitivo risolve tutte le osservazioni, le prescrizioni e le raccomandazioni formulate durante l’iter di approvazione».