Costa Concordia, ecco i primi verdetti: patteggiano in cinque

Si tratta di cinque persone, accusate di omicidio colposo e lesioni colpose, che avevano chiesto il patteggiamento. L'indignazione delle parti civili Il procuratore Verusio: "Con queste prime condanne non ci sono più dubbi sulle gravi responsabilità di Schettino" - LO SPECIALE SUL NAUFRAGIO

GROSSETO. Prime condanne per i 32 morti nel naufragio della Costa Concordia. Il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha confermato tutti i patteggiamenti per 5 co-indagati con Schettino, tutti accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.

Le condanne. La condanna più alta patteggiata per il disastro della Costa Concordia è per il capo dell'Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, a 2 anni e 10 mesi. L'hotel director della Costa Concordia Manrico Giampedroni ha patteggiato 2 anni e 6 mesi. L'ufficiale in plancia Ciro Ambrosio ha avuto 1 anno e 11 mesi, l'altro ufficiale Silvia Coronica 1 anno e 6 mesi, il timoniere Jacob Rusli Bin 1 anno e 8 mesi.

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Il gup: navigazione sottocosta decisa da Schettino. ''Si consideri che la scelta di navigare in estrema vicinanza alla linea di costa'' dell'Isola del Giglio '' è individuata nelle indagini come conseguenza di una decisione assunta da altro soggetto (oggetto di separato processo) che aveva in quel dato momento la titolarità formale ed effettiva del comando della nave''. Così il gup di Grosseto Pietro Molino motiva i patteggiamenti per 5 co-indagati di Schettino condannati oggi per il disastro della Costa Concordia (MOTIVAZIONI INTEGRALI). ''Gli atti evidenziano - scrive anche il gup - nell'avvicinamento al Giglio, plurimi deficit colposi - rispettivamente contestati agli imputati Ambrosio, Coronica e Rusli Bin ma non invece l'ipotesi della volontaria assunzione di rischio assurdo quale quello di portarsi vicino alla costa''. Quanto invece agli imputati Giampedroni e Ferrarini, il gup Molino esclude il dolo eventuale ''l'ipotesi di una deliberata accettazione dell'evento - ossia le morti e le lesioni delle persone a bordo - nella misura in cui palesano quantomeno il dubbio se non la conclamata certezza che in particolare l'imputato Ferrarini non si sia rappresentato il concreto esito offensivo della propria condotta, per effetto di una gravemente colposa, mancata o comunque incompleta conoscenza dell'effettiva situazione di fatto che si andava sviluppando nei tragici momenti successivi all'urto''. Per Giampedroni, scrive il gup, ''è sufficiente porre attenzione al 'controindicatore' della sua condotta successiva al reato, tesa a cooperare nel soccorso ai passeggeri'', circostanze che fanno ''qualificare i fatti a lui ascritti come comportamento colposo, e non invece come caratterizzati da dolo, sia pure nella forma eventuale''.

PATTEGGIAMENTI (da sinistra: Ciro Ambrosio, Manrico Giampredoni, Roberto Ferrarrini e Silvia Coronica)

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L'indignazione delle parti civili. Forti critiche degli avvocati di parte civile alla sentenza del gup Pietro Molino. «Questa è una giustizia vergognosa, sono pene da abuso edilizio, non da omicidio - ha commentato l'avvocato Massimiliano Gabrielli, del pool Giustizia per la Concordia - Si dà 1 anno e 11 mesi all'ufficiale di plancia e 7 anni a Emilio Fede. Questa è la giustizia in Italia». L'avvocato di parte civile, daniele Bocciolini se lo aspettava: «C'è un'evidente disparità di trattamento tra questi e Schettino, il processo è monco, non è normale che Schettino sia l'unico colpevole e che 3 patteggiamenti siano sotto i 2 anni». Secondo un altro legale di parte civile, Alessandro Fagni, si tratta di «pene eccessivamente esigue rispetto a quello che è successo. Non siamo soddisfatti». Mentre l'avvocato di Sos Concordia, Pierpaolo Lucchese, che rappresenta gli abitanti del Giglio, ha annunciato un ricorso in Cassazione rispetto alla configurazione giuridica del reato.

La procura. "Con queste prime condanne non ci sono più dubbi sulle gravi responsabilità di Schettino. Le condanne di oggi partivano da pene molto più alte e poi sono state graduate in base al diverso contributo causale dato all'incidente da questi co-indagati". Lo ha detto il procuratore di Grosseto Francesco Verusio commentando le prime cinque condanne per il disastro della Costa Concordia. "Il gup ha confermato la bontà del nostro impianto accusatorio - ha detto ancora Verusio - Schettino era il responsabile della nave e di quello che successe a bordo, gli altri hanno delle responsabilità minimali"