Capalbio-Orbetello, guerra Tirrenica

Il Comune lagunare cita il “cugino” al Tar per le delibere sul tracciato autostradale. E il sindaco Bellumori spara a zero

CAPALBIO. Un incidente diplomatico di dimensioni colossali: si profila tra il Comune di Orbetello e quello di Capalbio, dopo la presentazione dei ricorsi al Tar contro la prosecuzione dell’Autostrada Tirrenica, con particolare riferimento al possibile percorso del lotto 5b che riguarda il territorio alluvionato lagunare.

Atti presentati pochi settimane fa dalla Provincia di Grosseto e dal Comune orbetellano. E proprio quest’ultimo non si è limitato a fare ricorso contro la delibera del Cipe _ con cui si accettava, con alcune prescrizioni, la volontà della Sat _ ma lo ha presentato anche contro Regione Lazio, Provincia di Grosseto e soprattutto contro il Comune confinante, scatenando le ire del sindaco Luigi Bellumori.

«Siamo rimasti basiti, e anche dispiaciuti, per le scelte compiute dal sindaco Monica Paffetti senza che nessuno si sia mai degnato di farci una telefonata e avvertirci di quel che accadeva», dice Bellumori. «Io posso anche capire che l’amministrazione orbetellana difenda i suoi interessi, ma non vedo proprio come possa pretendere di prendere delle decisioni anche per quanto riguarda il Comune di Capalbio che, tengo a sottolinearlo, ha sempre lottato per una messa in sicurezza dell’attuale Aurelia e si è poi trovato a dover deliberare sul progetto del lotto 5a, relativo al territorio capalbiese, proposto dalla Sat».

La questione, oltrechéspinosa, è anche assai intricata. Per certi versi paradossale. Il ricorso di Orbetello contro Capalbio è anche contro la Provincia, che a sua volta ha fatto ricorso contro il Comune di Capalbio, seppur con motivazioni differenti: «I due ricorsi che ci costringono a presentarci in giudizio hanno modalità differenti: la Provincia, infatti, ha fatto opposizione sistematica contro le delibere di tutti i Comuni che interessano il tracciato, e di conseguenza anche di Capalbio», spiega Bellumori. «Ma la Paffetti ha fatto ricorso contro il Comune di Capalbio con la probabile pretesa di decidere lei cosa si debba fare sul nostro territorio. Ma stiamo scherzando? Non solo mi costituirò in giudizio ma andrò personalmente con l’avvocato a seguire l’udienza perché ho l’obbligo, nei confronti dei miei cittadini, di difendere la podestà amministrativa sul territorio capalbiese» .

La cosa singolare è che entrambe le amministrazioni sono a guida Pd, ma a quanto pare non collaborano. Anzi. Un po’ per difetto di comunicazione, un po’ per difendere diritti (per ciascuno sacrosanti) del proprio specifico territorio.

«Non voglio dire che il sindaco di Orbetello non debba fare le sue rimostranze e i suoi ricorsi, ne ha tutti i diritti. Ma non può certo pretendere di annullare atti e delibere approvate democraticamente in questo Comune», insiste Bellumori. «Senza contare che questo comportamento, oltre che di cattivo gusto, appare come una mossa tattica molto sbagliata proprio tra due Comuni confinanti come i nostri, che sono chiamati a collaborare per questioni importanti quali sanità e istruzione. Lo scorso 12 febbraio il governatore della Toscana ci aveva invitato a un tavolo di lavoro per cercare delle soluzioni: e secondo voi io, adesso, mi vado a sedere ad un tavolo con chi mi ha citato senza nemmeno avvertirmi? Sarà meglio attendere le decisioni del Tar e poi vedremo: ma se c’era una benché minima possibilità di trattativa, con questa mossa il Comune di Orbetello se la è giocata».