Il telefono? Le mie gambe Sos tariffe per i disabili

Parte da una paladina grossetana dei diritti una campagna nazionale per abbattere i costi dei cellulari: subito sposata su Twitter da una parlamentare

GROSSETO. Nella selva delle offerte e dei piani telefonici per i cellulari potrebbe spuntare presto una nuova tariffa, Autonomy, e se ciò avverrà sarà merito della nuova battaglia di civiltà in favore dei diritti dei disabili portata avanti dalla grossetana Lorella Ronconi.

Per condurla Lorella si è affidata ai social network, Twitter e Facebook, iniziando a tempestare i profili di testate giornalistiche e politici con il suo appello. Una proposta, la sua, molto articolata e ragionata ma che si può sintetizzare così: i disabili motori hanno bisogno di agevolazioni tariffarie per usare il cellulare, non diversamente da formule già previste per chi ha problemi agli occhi e all’udito.

«Il telefono è come le gambe per noi – dice Lorella – È un mezzo per garantirci autonomia e per tenerci in contatto con il mondo». Lorella ha già iniziato a verificare la fattibilità della sua proposta scontrandosi con la difficoltà di trovare informazioni in merito sui siti delle compagnie telefoniche ma trovando al tempo stesso ascolto tramite il call center da parte di un dirigente della Vodafone.

«Gli ho chiesto perché non esistano tariffe agevolate per i portatori di handicap motori – spiega Lorella - Per i non vedenti ad esempio offrono programmi di lettura da scaricare sul cellulare gratuitamente mentre per i non udenti esistono promozioni sull’invio di sms. Per i disabili motori invece non è previsto nulla». E questo malgrado siano utenti molto attivi, che usano spesso il cellulare generando di conseguenza molto traffico (voce, web, messaggini), chi in ricariche e chi con la formula dell’abbonamento. «Per noi che viviamo su una sedia a rotelle – dice Lorella – il telefono è un po’ un salvavita ma anche il mezzo con cui ci spostiamo». «Alla Vodafone – racconta Lorella - ho già inviato una proposta. Ho pensato che potrebbero chiamarla “tariffa Autonomy”. La mia proposta è quella di una tariffa agevolata, molto bassa, creata proprio per migliorare l’autonomia dei disabili motori. Una tariffa che consenta una più ampia libertà di chiamare a un costo più vantaggioso. Ovviamente la compagnia telefonica per accordarla all’utente chiederà la documentazione dell’invalidità al 100% e la 104 attestante l’invalidità motoria». C’è anche un’implicazione commerciale non trascurabile: il disabile che otterrà lo sconto sulle tariffe potrebbe portare nuovi clienti, tra gli amici e i familiari, alla compagnia telefonica virtuosa che voglia adottare questa buona pratica verso una categoria sociale svantaggiata. Senza dimenticare che le spese telefoniche incidono in modo cospicuo sul reddito dei disabili motori, che senza altri introiti è costituito dai 260 euro al mese di pensione e dai 450 euro mensili di accompagnamento. La proposta operativa adesso c’è, dunque non resta che sollecitare istituzioni e organi d’informazione a diffondere l’appello e farsene carico.

Tramite Twitter Lorella Ronconi ha già ricevuto un importante feedback, quello della deputata del Pd Ileana Argentin, anche lei in carrozzina e responsabile nazionale del suo partito per i diritti dei disabili: «Sono d’accordo, o meglio, alcuni numeri dovrebbero essere gratuiti, come quelli dei genitori, degli uffici competenti, dei coniugi, degli assistenti». L’onorevole Argentin (il cui motto sui social network è “la disabilità non è un limite ma un patrimonio per la collettività”) non solo condivide l’appello ma si spinge oltre, ipotizzando una lista di numeri che il disabile dovrebbe poter chiamare gratis. Perché oggi anche le spese telefoniche per un disabile rischiano di diventare l’ennesima barriera.