Un matrimonio “storico”? Ora puoi sposarti al Museo

Dall’anno prossimo il Comune aprirà la struttura di piazza Baccarini agli sposi Il fatidico “sì” nella sontuosa Sala delle Statue, per 160 euro come al Cassero

GROSSETO. Fiori d’arancio sì, ma profumati d’arte e storia: già a partire dal 2013, infatti, i grossetani (e non solo) che vogliono sposarsi con rito civile potranno pronunciare il fatidico sì all’interno del Museo archeologico e d’arte della Maremma, in piazza Baccarini. Per la precisione nella magnifica Sala delle Statue, dove sarà facile immaginarsi davanti a un’ara antica anziché all’altare, circondati dal bianco splendente di marmi e gesso che così bene s’intona col tradizionale candore dell’abito da sposa.

La novità, che da semplice idea è ormai vicina a diventare atto ufficiale, è stata annunciata ieri mattina dall’assessore comunale alla cultura, Giovanna Stellini, e da Mariagrazia Celuzza, direttrice del Museo.

«Vogliamo fare conoscere il più possibile questo straordinario museo», spiega la Stellini, e l’apertura ai matrimoni sembra proprio un ottimo strumento “divulgativo”.

Il progetto ha già incassato un via libera («per ora informale») dalla Soprintendenza, vede l’accordo dell’intera giunta e dovrebbe diventare realtà, appunto, già l’anno prossimo.

L’ipotesi, per ora, è quello di far pagare agli sposi l’uso del Museo 160 euro, ovverosia la stessa tariffa (in verità assai poco esosa) applicata per l’utilizzo della saletta del Cassero Senese.

In questo modo chi sceglie di sposarsi “in Comune”, a Grosseto avrà tre opzioni: due a pagamento (il Cassero e il Museo), una del tutto gratuita, la classica sala del consiglio comunale. «Perché – sottolinea l’assessore – è comunque giusto mantenere il servizio senza spese per chi ne fa richiesta».

Chi invece vuole una “location speciale”, col Museo non resterà certamente insoddisfatto: il matrimonio è un momento “storico” della vita. Meglio di così....