La tragedia della Concordia nei temi dei bambini

Gli alunni delle elementari del Giglio spiegano il naufragio secondo il loro punto di vista

"ALL'INIZIO CI SEMBRAVA QUASI IMPOSSIBILE..."

 Quella sera eravamo ancora svegli, quando verso le 10 è arrivata la mia vicina di casa, a dirci che la nave stava affondando furi dal porto del Giglio.

All’inizio ci sembrava quasi impossibile, ma poi il babbo è andato a vedere sulla webcam del porto, e ha visto il traghetto della Maregiglio che stava accendendo le luci come se dovesse partire.
Allora io, mio fratello e babbo siamo andati a vedere sulla Curva sulla strada dell’Arenella da dove si vede bene il porto, e ci siamo trovati davanti una nave grandissima, con tutte le luci accese, ed era un po’ inclinata verso lo scoglio della Gabbianara.
Faceva impressione, sentivo le urla disperate delle persone che erano a bordo, alcune si buttavano in mare per salvarsi. Vedevo che buttavano giù le scialuppe di salvataggio con tante persone sopra la nave che si inclinava sempre di più.
Ero impaurito, sembrava un film horror. Avevo capito che stava succedendo qualcosa di grosso.
Poi babbo ci ha riportato a casa, e mentre camminavamo abbiamo sentito un rumore forte, ed era la nave che si era piegata sul fianco.
A casa non riuscivo a dormire, ero sconvolto con mamma, che era a casa con la febbre. Guardavamo la webcam. Poi lei ha mandato giacche, felpe, vestiti, biscotti e merendine per i bambini, ed ero contento.
Volevamo essere al porto per aiutare quelle persone che avevano bisogno di noi, volevamo ospitare qualche famiglia per farla stare al caldo.
Mamma ha telefonato per dirlo, ma non ci hanno portato nessuno, perché abitavamo troppo lontani, sono rimasto male, mi avrebbe fatto piacere. Oggi sono uscito dopo tanti giorni perché ero malato. Ho trovato un paese diverso, pieno di militari, giornalisti e curiosi.
Sono qui per la nave.
Ho seguito la tv. Tutti parlano di questa tragedia.
Tutto il mondo di ringrazia per quello che abbiamo fatto per questa gente, però mi dispiace tanto per quella bambina di 5 anni che è tra i dispersi, e prego per lei.

"SPERO CHE LA TOLGANO AL PIU' PRESTO ALTRIMENTI NON POTREMO PIU' FARE IL BAGNO"



Erano le dieci di sera, mi stavo mettendo il pigiama quando ho sentito la tata che mi chiamava. Io e Marilù, mia sorella, siamo andati di corsa a vedere. Lei stava sul terrazzo a guardare il mare, io pensavo che Lupo, il nostro cucciolo, avesse rotto qualcosa o avesse fatto la pipì in casa. Siamo uscite e l’abbiamo guardata, poi ci siamo girate verso il mare e là abbiamo notato una cosa che non ci aspettavamo. La nave da crociera più grossa che avevo mai visto, la Costa Concordia, era lì adagiata sugli scogli della Gabbianara. Mi chiedevo come mai fosse potuto accadere, ed ero preoccupato per tutte quelle povere persone che stavano a bordo e dovevano essere soccorse. Poi la nave si è inclinata e un quarto dello scafo era sommerso. (…) Ero preoccupata per i passeggeri, ho guardato verso il porto e c’erano migliaia di persone. Ho avuto un attimo di sollievo, poi ho visto papà e mamma con dei sacchetti pieni di roba. Allora ho chiesto. “Dove state andando?” Loro mi hanno detto che quella roba era per i naufraghi. Quando sono tornati mi hanno detto che il porto era pieno di gente affamata. Dopo aver fatto i compiti, siamo andati a fare un giro in macchina. Da quanto è grande, la Costa Concordia si vede persino dal Castello. Quando siamo scesi al porto, la farmacia era come svaligiata. Al telegiornale sono state intervistate molte persone del Giglio che avevano ospitato i naufraghi nelle loro case, e che avevano distribuito coperte e dato da mangiare a quelle povere persone. Ora non solo i dispersi sono in pericolo, ma anche il mare dell’arcipelago toscano perché la nave è piena di gasolio che potrebbe inquinare il mare. Io spero che la tolgano al più presto altrimenti sarà un disastro e non potremo più fare il bagno. Però sono felice che nonostante il disastro la maggior parte dei passeggeri si siano salvati.

"SONO SCESI TUTTI I GIORNALISTI E ORA NON C'E' PIU' POSTO PER GIOCARE A PALLONE"
 



La mia nonna telefonò a mia mamma dicendole della tragedia. Mamma però ha preferito non dirmelo per non farmi agitare. L’indomani però sono andata su Giglio news, come faccio ogni mattina, e a quel punto ho visto la tragica notizia. L’ho detto a mamma e lei ha confermato. Allora abbiamo preso la decisione di partire col successivo traghetto. Siamo partiti, e arrivata al Giglio siamo rimasti di sasso. Sono scesi tutti i giornalisti a fare le foto. Prima c’erano migliaia di posti per giocare a pallone, ora non ce n’è neanche uno perché è pieno di giornalisti. Il campo delle medie ce l’hanno tolto per farci una mensa e quello del Campese lo usano per parcheggiarci gli elicotteri. Non pensano a noi bambini. E’ giusto che ci siano i soccorritori, ma anche noi gigliesi dobbiamo vivere. Secondo me Schettino viene criticato troppo: addirittura inventano delle canzoni contro di lui. Basterebbe metterlo in prigione. Tutti sono preoccupati per il gasolio che contiene la nave. Anch’io lo sono, perché non potrei più fare il bagno.

"L’UNICA COSA DA FARE E' METTERLO 10 ANNI IN PRIGIONE E BASTA"



Io abito poco prima del molo verde, e per entrare in casa devo passare dalla veranda del ristorante che ho accanto e che è ancora chiuso, perché il vialetto è invaso dai giornalisti. Quando vado a portare a spasso il cane, non posso perché dicono che dà noia, ma dopo un po’ il cane si innervosisce e quando torno in casa incomincia a mordermi i piedi e raschia il divano e fa sempre la pipì sul tappeto, povera Nana. La mia mamma un giorno è andata a buttare la spazzatura ma non ci è riuscita perché sopra i bidoni ci mettono di tutto. Allora è andata dai giornalisti e ha detto: “Io ora dove la butto la spazzatura?” E loro: “Te la tieni in casa”. Sono pure ignoranti. Il giorno dopo è tornata lì e l’ha appoggiata al muro. Secondo me condannano troppo il capitano e gli fanno anche canzoni contro. L’unica cosa da fare in questi casi è metterlo 10 anni in prigione e basta. Questa cosa sarebbe stata meglio che non fosse successa, ma non ci si può più far nulla. Ormai è accaduto, però voglio che tolgano questa balena spiaggetta dalla mia isoletta bella, almeno questi cavolo di giornalisti se ne smammano.

"MICA E' UN DIVERTIMENTO, E' UN DISASTRO!"



Quando ho visto la foto della nave che era tutta mezza affondata, il cuore mi ha iniziato a palpitare, allora sono voluto andare a vedere. L’enorme nave faceva impressione. Abbiamo subito fatto delle foto per il ricordo della tragedia, ma tutti questi turisti che vengono sorridenti per fare le foto non li capisco. Mica è un divertimento, è un disastro! Sarebbe stato meglio che questa cosa non fosse successa, perché questi erano gli unici mesi che vivevamo in pace. Non vedo l’ora che tolgano questo gigante, così i giornalisti e i turisti se ne vanno via da questa isoletta bella. Secondo me gli unici che fanno fatica sono i soccorritori, tutti quei grandi camion della finanza e degli altri militari servono a poco, ma hanno invaso il giglio. Per di più ci hanno levato il campo da calcio utilizzato per l’emergenza degli elicotteri, ed era l’unico sport che avevamo.

"I COMANDANTI CHE GUIDANO QUESTE NAVI DOVREBBERO STARE MOLTO PIU' ATTENTI"



Questa è la mia opinione su quello che è successo la sera del 13 gennaio. E’ stata una manovra sbagliata del comandante Schettino. Ma la cosa importante è che la nave accostata allo scoglio della Gabbianara sta rendendo disgustoso il porto. I giornalisti stanno venendo qui apposta per cercare le foto alla Concordia senza vita e tutta ammaccata. Quello che mi preoccupa sono tutte le sostanze inquinanti che ci sono e che potrebbero rendere sporco il nostro povero mare. E così non vengono più turisti e noi bambini non potremmo più fare il bagno d’estate. Se il serbatoio della nave, che è grande come dieci macchine, si bucasse in quattro e quattr’otto, farebbe morire tutti i pesci. La cosa che voglio è che il Giglio non sia inquinato. Comunque il mio punto di vista è che i comandanti che guidano queste navi dovrebbero stare molto più attenti, perché per una specie di gioco sono morte tante persone.

"GRAZIE AL COMANDANTE SCHETTINO FORSE QUEST'ESTATE NON POTREMO FARE IL BAGNO ALLO SCALETTINO"



Erano le 21,30 e mamma riceve un messaggio di Paola. La Concordia si è inclinata sulla Gabbianara. Io incuriosito ho domandato. “Chi è? Cosa ti ha scritto?” Mamma mi risponde tutta preoccupata “la Concordia”. “Che cosa?” Domando incuriosita. Si è inclinata verso la Gabbianara. Eravamo tutti tristi tranne babbo, Francesca mia sorella è corsa subito in camera ad accendere il computer. Lo chiamavano a tutti, a babbo, ma lui ci ha creduto soltanto quando un migliaio di persone lo avevano chiamato e glielo hanno confermato. La nave era vicinissima al molo rosso, le foto su internet erano incredibili, e pensare che avevano appena finito di costruirla. Provavamo a collegarci a tutte le webcam, ogni volta che il computer si scollegava io andavo a vedere la cronaca e quando c’era quella del Giglio mi domandavo. “Perché doveva succedere proprio al Giglio? Però almeno qualcosa di positivo c’è, l’isola del Giglio diventerà famosa. Io avevo tanto sonno e mi sono accasciata sulla sedia, e piano piano mi sono addormentata. (…) Grazie al comandante Schettino forse quest’estate non potremo fare il bagno allo Scalettino. In questi giorni dovremo stare chiusi in casa perché il Porto è pieno di giornalisti. Speriamo che con gli ingegneri tolgano la nave al più presto, altrimenti rovineranno il mare più bello dell’universo.

"QUANDO L'HO VISTA SONO RIMASTO DI SASSO, SEMBRAVA UNA BALENA ARENATA"



La mattina del 14 gennaio mi sono alzato e ho ricevuto una chiamata di babbo che mi ha detto quello che era successo. Abbiamo acceso subito la televisione e visto quello che era accaduto. Allora ho chiesto a mamma se potevo andare sulla strada a vedere la nave. Quando l’ho vista sono rimasto di sasso, sembrava una balena arenata. Mentre tornavo a casa mi sembrava una cosa impensabile. Tutte le volte che guardo la televisione vorrei aiutare i soccorritori, ma purtroppo non posso. Mi chiedo a cosa stesse pensando il capitano per combinare quel disastro e quanto la nave debba stare lì. Sono preoccupata anche per i 2400 litri di gasolio e tutti i saponi, i detersivi e le altre cose che potrebbero inquinare il mare del Giglio. Penso anche a quelle persone che sono sempre dentro la nave, purtroppo morte. E’ tutto così triste. In classe avevo lasciato un mio regalo di compleanno. Un pigiama che il mio amico Simone mi aveva consegnato proprio venerdì mattina. Non c’era più e ho pensato che lo avessero dato a uno dei bambini che erano sulla nave per riscaldarlo. Anch’io glielo avrei dato. Devono aver avuto tanta paura.