La montagna può volare sulle ali del nibbio

RE DEL CIELO Un nibbio reale fotografato nel Parco faunistico del Monte Amiata

Nuovi sentieri nel Parco faunistico dell'Amiata: «Scommessa per il futuro»

 ARCIDOSSO. Le Riserve amiatine tentano il gran salto. Al Parco faunistico del Monte Amiata, si inaugurano domani l'aula e il sentiero didattici dedicati al nibbio reale e ai chirotteri. Il progetto Life "Save The Flyers" sta continuando a grandi passi.  Un suggestivo progetto - "Save The Flyers" - realizzato dalla Comunità Montana, sostenuto dallo strumento finanziario per l'ambiente Life+, e che ha come obbiettivo la tutela di habitat naturali come "Monte Labro ed Alta Valle dell'Albegna" e "Monte Penna".  Un progetto, e una grande scommessa, che dà alle istituzioni buone speranze per potenziare l'appeal della montagna, richiamando un turismo specifico. Specifico, ma non certo di nicchia. Perché quando si parla della natura e delle sue meraviglie la potenziale platea interessata è immensa, e sicuramente non racchiusa nei confini nazionali.  «Inutile nascondere - dice Franco Ulivieri, presidente dell'Unione dei comuni - che le riserve naturali amiatine, che hanno potenzialità e capacità di attrattiva notevoli, finora non hanno fatto quel salto di qualità che si attendeva. Per questo noi, che puntiamo su un target di visitatori appassionati di ambiente e su un circuito scolastico, abbiamo cominciato a muoverci per fare risultato. Il lavoro è in cantiere e per le nostre riserve c'è un tavolo aperto fra Unione, Regione e Provincia. Vogliamo metterci sulla piattaforma turistica regionale come sistema di riserve e vedere se arriveranno quelle ricadute benefiche che per ora non abbiamo raccolto».  Il sistema delle riserve è in Amiata è particolarmente ricco, e soprattutto "incrociato" con un patrimonio di storia e suggestioni del tutto speciale: Parco faunistico col Monte Labbro e la valle dell'Albegna, Monte Penna di Castell'Azzara, Oasi del Wwf e riserva del Pescinello nell'ambiente mozzafiato di Roccalbegna, la Riserva dei biotopi di Selva e Poggio all'Olmo di Cinigiano. Natura, insomma, ma anche paesi e architetture di grande fascino e pregio.  «Una rete di bellezze, spiega Ulivieri, che puntiamo a rilanciare coinvolgendo giovani con idee fresche e chiedendo anche ai privati idee su cui confrontarsi. Le risorse sono limitate, ma ottimizzando le forze economiche disponibili, abbiamo in cantiere due obiettivi: una promozione forte e la creazione di infrastrutture come i centri visite, la sentieristica e le foresterie attrezzate dove dormire. Questa è la base, e dentro questo scenario il Parco faunistico assume un bel ruolo. Infatti, il progetto in corso, che si concluderà nel dicembre 2014, ha come nocciolo duro la conservazione delle specie autoctone come il nibbio reale, tornato a nidificare nella valle dell'Albegna. Ma con l'intervento sul nibbio, è in cantiere il "salvataggio" della lepre, del tasso, dell'istrice e altri animali del nostro habitat».  Ulivieri crede nella possibilità di dare anche voce e lavoro ai giovani in questo ambito. «Vogliamo fare un'offerta turistica fresca e intrigante - spiega il presidente dell'Unione dei Comuni - e per questo ci stanno lavorando ragazzi giovani con idee e passione». Giovani che ci stanno lavorando, e giovani che potrebbero lavorarci in futuro, come sottolinea lo stesso Ulivieri: «Al Parco - spiega - c'è lo spazio del bar, del Centro visite e dell'accoglienza che potrebbe essere gestito da privati. Giovani, ad esempio. E noi aspettiamo, come istituzione, proposte in merito. Ho visitato altrove parchi dove sono in atto esperienze significative e, come loro, anche noi abbiamo offerte per scuole, per la didattica, per la vacanza. Speriamo di poter vedere al più presto ricadute importanti. Intanto sabato si inaugurano il centro visite e il sentiero didattico del nibbio reale e dei chirotteri. Ed è già un bel passo in avanti».