Grosseto e la nuova giunta: i dubbi del sindaco, il rebus partecipate e i nomi sul tavolo

Sono ore "calde" nel Palazzo comunale di Grosseto: il sindaco è chiamato a scegliere la nuova giunta e assegnare le poltrone delle società partecipate (Foto AgenziaBF)

C’è il nodo Sistema. Il quadro dei nuovi assessori è più o meno definito, ma ora il risiko nel centrodestra è sui centri di potere

GROSSETO. Non è stata rose e fiori la riunione dell’Aeropago (il tribunale supremo) del centrodestra grossetano. Che nella mattina di sabato 16 ottobre avrebbe dovuto sciogliere gli ultimi nodi relativi alla composizione della giunta comunale, in vista della convocazione del consiglio comunale. Ai già furibondi malumori che serpeggiavano in diverse componenti della maggioranza, infatti, negli ultimi due giorni si era aggiunta la pretesa avanzata da Fratelli d’Italia di ottenere un quarto assessore. La mossa del segretario provinciale, Fabrizio Rossi, però - motivata con il peso eccessivo attribuito alla Lega del capoluogo in termini di scranni assessorili, premiata con tre poltrone oltre i propri meriti elettorali - aveva in effetti tutt’altro obiettivo. Com’è risultato subito evidente agli osservatori politici. Il mirino dei Fratelli d’Italia, infatti, è puntato con decisione sulle caselle delle società partecipate dal Comune capoluogo. Un risiko che il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, prima o dopo, dovrà sciogliere, facendo quadrare i conti e placando appetiti voraci e animi inguastiti.

Sul tavolo il mazziere dovrà dare le carte per diversi centri di potere. A partire da Sistema, che il sindaco preferirebbe lasciare a Mauro Squarcia, ma che piacerebbe tanto a Fratelli d’Italia. Forti del cappotto fatto nelle urne, e insofferenti nei confronti dei fratelli-coltelli della Lega. Per l’avvocato Roberto Baccheschi, altro pretendente alla corona di Sistema, si parla invece di un dirottamento sul trono dell’Edilizia provinciale grossetana, oggi in quota Lega. Mentre alle Farmacie comunali riunite sarebbe destinato a rimanere Leonardo Lazzerini. ù

Da camera di compensazione dovrebbero finire per fungere la presidenza della Fondazione Grosseto Cultura, in predicato di diventare carica retribuita - oggi appannaggio di Giovanni Tombari - e la poltroncina nel Cda di Fiora Spa. Dove però il centrodestra pesa meno perché in minoranza nella comunità dell’Autorità idrica Toscana. La difficoltà nella quadratura del cerchio, peraltro caratteristica di ogni fase post elettorale, dipende in buona parte dallo stravolgimento degli equilibri interni al centrodestra, seguito all’exploit della lista sindacale. Al cui interno peraltro ribollono antagonismi iniziati già in campagna elettorale fra le componenti grossomodo riconducibili a Nuovo Millennio, Gianni Lamioni-Confartigianato e Fausto Turbanti-Roberto Baccheschi. Quest’ultimi legati anche da rapporti di parentela.Nel gioco delle preferenze a rimanere escluso dal ruolo di assessore è stato Turbanti, poi dirottato alla presidenza del consiglio comunale. Con una concatenazione di ricollocazioni che ha fatto ribollile la pentola dei consiglieri comunali, specialmente di quelli rimasti fuori. Come finirà, diceva il poeta, «lo scopriremo solo vivendo». Nel frattempo, il borsino politico delle collocazioni assessorili dà le seguenti quotazioni. Bruno Ceccherini (Fdi), attività produttive e commercio. Simona Petrucci (Fdi), transizione economica. Fabrizio Rossi (Fdi), vicesindaco, urbanistica, sport e patrimonio. Angela Amante (Lega), istruzione. Sara Minozzi (Lega), sociale. Riccardo Megale (Lega), polizia municipale, protezione civile e turismo. Riccardo Ginanneschi (VcS), lavori pubblici e sportello Europa. Simona Rusconi (VcS), bilancio. Luca Agresti (Fi), cultura e università. Il sindaco Vivarelli Colonna, invece, terrebbe per sé la delega strategica a personale e affari generali.

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