Grosseto, la strategia dell'opposizione in consiglio comunale: il capogruppo rimane un rebus

Leonardo Culicchi (Foto AgenziaBF)

Il candidato sindaco del centrosinistra: «Chi fra di noi lo farà lo decideremo tutti insieme. Essere stato l'uomo scelto dalla coalizione non dà nessuna prelazione su quel ruolo»

GROSSETO. Leonardo Culicchi, candidato sindaco alle elezioni del 3 e 4 ottobre a Grosseto per la coalizione con Pd, Gca, M5s ed Europa verde, sconfitto dall'avversario di centrodestra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, si sta preparando alla gestione della fase successiva alla sconfitta elettorale. A partire dal consiglio comunale, nel quale farà il proprio ingresso per la prima volta. Come richiede la liturgia di un partito balcanizzato in correnti, Culicchi non fa dichiarazioni troppo perentorie rispetto al proprio futuro. «Chi fra di noi farà il capogruppo lo decideremo tutti insieme - dice - perché essere stato il candidato di coalizione non dà nessuna prelazione su quel ruolo».

È però evidente che, se non fosse lui il capogruppo, si aprirebbe una voragine di polemiche e interpretazioni di cui il Partito democratico, per quanto abituato, pare proprio non avere bisogno. Piuttosto Culicchi valorizza quel che di positivo a suo parere ha lasciato in eredità la campagna elettorale appena conclusa. «Penso onestamente che il gruppo Pd in consiglio comunale sia costituito da ottime persone, cresciute insieme in un contesto non facile di lotta politica. Per cui da qui ripartiamo per garantire un’opposizione democratica, decisa e costruttiva, a chi è stato chiamato a governare. Ognuno avrà la possibilità di svolgere il ruolo che gli compete, su questo non ho alcun dubbio».

Ma i Dem grossetani sono solo una parte dell’opposizione in consiglio. E per quanto possano contare su 8 consiglieri dei 12 della minoranza, evidentemente si porrà sin da subito il tema delle relazioni con le altre forze politiche in rapporto a quelle di maggioranza. «Per quanto mi riguarda - aggiunge perentorio Culicchi - non c’è alcun dubbio che la coalizione "Partecipa! ", costruita insieme a Grosseto città aperta e Carlo De Martis, Movimento 5 stelle ed ecologisti, debba proseguire sulla stessa linea anche in consiglio comunale. Con un coordinamento politico che non potrà che far bene all’azione di opposizione. D’altra parte, la coalizione è nata proprio dai rapporti fra i gruppi all’interno del precedente consiglio. In più, io aggiungo che dobbiamo allargare il campo, e quindi costruire un rapporto collaborativo anche con la lista di Valerio Pizzuti».

Fare opposizione è comunque un mestiere difficile. Soprattutto in consiglio. «Conosciamo le priorità della città. Per questo incalzeremo l’amministrazione sulla sua capacità d’intercettare le risorse del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza, nda). Va data sostanza al concetto di rigenerazione urbana, riqualificando i quartieri e le loro piazze. Perché la qualità della vita sta anche fuori dal portone di casa. In questo senso chiederemo anche il ritorno dei pozzi al Comune per la gestione del verde condominiale». Il Pd, peraltro, ha anche il problema non secondario di tornare a presidiare il territorio. «In campagna elettorale - conclude Culicchi - si sono avvicinate nuove persone e si è ricostituito un clima di fiducia che non va disperso. Circoli e direttivi di partito, a mio parere, dovranno accogliere queste persone e dare loro la possibilità di fare politica. Consentendoci di riaprire canali di comunicazione con la società grossetana, che negli ultimi anni avevamo oggettivamente chiuso».

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