Il miracolo nel torneo di tennis, gli applausi dell'arbitro dopo il gol: addio Vivaldo, fenomeno di Pitigliano

Vivaldo Ronca, a sinistra, con il presidente del circolo tennis Pitigliano, Lello Moretti

Ronca è morto all'età di 80 anni: impugnava la racchetta quando ancora nel suo paese non esistevano campi attrezzati, nel calcio ha scritto una pagina di storia dell'Aurora

PITIGLIANO. Vivaldo Ronca è stato un emblema dello sport pitiglianese, un’autentica icona e precursore dell’attività sportiva benché fosse un accanito fumatore. Vivaldo se n’è andato all’età di 80 anni nei giorni scorsi e riposerà per sempre in compagnia delle sue passioni: una pallina da tennis, un ciuffo d’erba dello stadio Vignagrande di Pitigliano e un pacchetto di sigarette. Iniziò a giocare a tennis quando a Pitigliano ancora non esistevano i campi e lui, negli anni Sessanta, da autentico pioniere di questo sport si recava a Castell’Azzara dove c’era uno dei primi campi da tennis. Pur essendo autodidatta, Vivaldo era fortissimo e, quando vennero costruiti i campi da tennis a Pitigliano, con la costituzione del circolo sotto la presidenza di Lello Moretti, il giocatore simbolo è sempre stato Vivaldo che vinceva quasi sempre e, in un leggendario torneo a Pitigliano, fu protagonista di un’epica finale contro il noto giornalista Rino Tommasi. Il suo compagno di doppio è stato Daniele Rappoli che fra i tanti ricordi ne estrapola uno in particolare.

«Nel 1984 fu organizzato un torneo nazionale di doppio open. Il livello tecnico era veramente elevato e noi arrivammo in semifinale ottenendo un grandissimo risultato. Io ero più giovane di Vivaldo e lui mi sosteneva e spronava con i suoi consigli e la sua grinta». Monica Moretti in rappresentanza del Circolo tennis Pitigliano dice: «Vivaldo ha seguito tutte le generazioni tennistiche dalla fondazione in poi, è stato anche presidente del Circolo tennis Pitigliano, scherzando gli dicevamo che dopo aver intitolato il campo 1 a mio babbo Lello il campo 2 sarebbe stato intitolato a lui, credo proprio che adesso sarà così». La sua altra grande passione è stato il calcio, oltre a essere tifoso della Fiorentina, Vivaldo è stato uno degli attaccanti più forti di sempre nella storia dell’Aurora, velocità, senso del gol e tanta grinta, queste le principali qualità di Ronca. Aveva un fiuto innato del gol ma sapeva adattarsi a tutti i ruoli, tanto è vero che aveva indossato almeno una volta tutti i numeri dal 2 all’11.

Gli mancava soltanto di fare il portiere e, quando aveva ormai appeso gli scarpini al chiodo, capitò l’occasione in una partita di campionato ad Abbadia San Salvatore contro l’Amiata. L’Aurora era in emergenza, tra squalifiche e infortuni i portieri non erano disponibili e allora Vivaldo accettò la sfida di difendere la porta dell’Aurora indossando la maglia numero 1 da portiere. Se la cavò benissimo, la partita terminò zero a zero e Vivaldo non subì reti. In campo c’era Luca Maria Cini, che ricorda un episodio curioso: «Un compagno di squadra fece un retropassaggio maldestro con la palla alta, i giocatori dell’Amiata si fiondarono urlando che fuori area il portiere non poteva toccare la palla con la mano. L’intervento di Vivaldo fu risolutore rispondendo in maniera simpatica e ironica agli avversari che con la mano non poteva toccare il pallone ma lui si trovava più a suo agio con la testa e infatti con un colpo di testa sbrogliò la matassa fra gli applausi e le risate di tutti». Luca Maria Cini ricorda anche un pezzo di bravura di Vivaldo: «Nel torneo in notturna del 1976 dedicato a Carlo Alberto Guastini fece un gol pazzesco in semirovesciata acrobatica, ci fu un boato di stupore e pure la terna arbitrale si fermò per applaudire tale prodezza». Vivaldo è il componente della famiglia Ronca, una famiglia molto numerosa; il sindaco di Pitigliano, Giovanni Gentili, è suo nipote. Vivaldo aveva sei fratelli, adesso li ha raggiunti visto che nella dipartita lo hanno preceduto Alido, Ivo, Eraldo, Luigi e Dilia. Lascia la moglie Angela e le figlie Cristina, Marcella e Benedetta oltre ai nipoti Sofia, anche lei grande tennista e presidente del ct Pitigliano, Tommaso, che ha ereditato dal nonno la passione per il calcio ed è in forza con la Pianese, Davide, Giorgia e Letizia. I funerali di Vivaldo si sono svolti ieri nella chiesa di Santa Maria Assunta a Pitigliano.

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