Il Green pass non arriva, insegnante costretta a iniziare la scuola con un tampone

Un'insegnante di Grosseto sta ancora aspettando il Green pass: per ora può andare a lavorare solo con il tampone (Foto LaPresse)

La storia di una 55enne che lavora a Grosseto: le avevano promesso che tutto si sarebbe sistemato

GROSSETO. La scuola riparte il 15 settembre. E ancora nessun segnale di sblocco dell’assurda situazione in cui si è ritrovata, suo malgrado, un’insegnante grossetana di scuola elementare, di 55 anni, che lavora nel capoluogo. La sua storia è stata raccontata dal Tirreno il 4 settembre.Vaccinata con una dose di Astrazeneca a febbraio, ammalatasi a marzo e guarita dal Covid, dunque immune, il suo Green pass scade oggi perché, per una falla nel sistema, pur essendo immunizzata rispetto alla malattia - avendo naturalmente prodotto gli anticorpi contro il coronavirus Sars-Cov2 a seguito dell’infezione e della guarigione - il sistema di registrazione dello stato dei cittadini continua a tener conto dell’unica dose somministrata a febbraio e dell’infezione, trascorsi sei mesi dalla quale il Green pass scade automaticamente.

«Da diverse settimane l’Asl e il medico mi avevano detto di aspettare, che si sarebbe risolto tutto con l’avvicinarsi della scuola, ma siamo alla vigilia e non è cambiato nulla», spiega al Tirreno la donna che, lavorando con dei minori, chiede di rimanere anonima. Così come è, a scuola non può mettere piede. «Anche il 10 settembre, in occasione dell’ultimo collegio docenti, la dirigente ha ribadito che senza il codice Qr del Green pass a scuola non si può accedere», spiega l’insegnante. L’unica via è fare i tamponi, in modo continuativo, cioè uno ogni 48 ore, che è il tempo di validità di un tampone. Una pratica che è a carico dell’insegnante, che porta via tempo, che a lungo andare può dare dei fastidi alle mucose.

«Ahimé, non ho scelta - dice l’insegnante -, ho già prenotato il primo tampone». Il suo non è un caso isolato, ma riguarda tutte le persone che hanno avuto la prima dose all’inizio dell’anno e poi, in attesa del richiamo, si sono ammalate e sono guarite. Nei giorni scorsi un caso fotocopia a quello grossetano è emerso anche a Livorno, con lo stesso esito. La Regione Toscana ha fatto sapere - nei giorni scorsi - di aver sollecitato il ministero dell’Istruzione per ricevere disposizioni specifiche su casi come questo, ma di non aver avuto riscontri.

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