“La sicurezza alimentare a tavola sia una garanzia per i consumatori”

Il professor Romano Marabelli (Oie) assicura: ”Con il nuovo regolamento Ue (2019/625), produzione e trasformazione sullo stesso livello”
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“Il punto di partenza deve essere quello di dare al consumatore la garanzia che tutti i prodotti acquistabili in qualsiasi canale distributivo siano sicuri e rispettino le normative europee e nazionali vigenti in tema di sicurezza alimentare e di benessere animale. Quello che dobbiamo evitare, ancor di più in questo momento di crisi, è di caricare il consumatore di responsabilità che non gli spettano delegandogli la decisione di capire quali siano i prodotti sani e quali no”.

E’ un concetto su cui insiste il professor Romano Marabelli, consigliere e sostituto del direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (Oie), incarico di rilievo per lo sviluppo dei rapporti fra l’Italia e l’Oie e di raccordo con il ministero della Salute e gli istituti zooprofilattici sperimentali italiani. “Tutte le filiere possono essere virtuose o viziose, non esiste alcuna attività umana che non sia sottoposta a devianze – aggiunge -. La certezza che questa devianza non si realizzi “dovrebbe essere garantita sia dal mondo della produzione che da quello della distribuzione. E’ chiaro che tali garanzie devono essere però supportate dai fatti”.

In questo senso, un contributo importante arriva dal Regolamento delegato 2019/625 della Commissione europea, del 4 marzo 2019, che integra il Regolamento Ue 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni per l’ingresso nell’Unione di partite di determinati animali e merci destinati al consumo umano. “Grazie a questa normativa, per la prima volta, si è cercato di unificare la produzione primaria e il mondo della trasformazione alimentare. Fino a pochi anni fa, invece gli agricoltori e gli allevatori seguivano regole differenti – sottolinea Marabelli -. Oggi, il prodotto è un unicum. Le garanzie sono tutte collegate e anche i produttori primari hanno gli stessi diritti e doveri delle aziende di trasformazione. Quindi, il prodotto presenta senza dubbio maggiori garanzie in tutti i passaggi della catena fino alla tavola”.

Marabelli puntualizza che il Regolamento europeo 2019/625 ha avuto anche il merito di “incrociare finalmente tutti i prodotti alimentari, sia animali che vegetali, allineandone i livelli di controllo. I controlli su quelli animali erano più rigorosi di quelli sui vegetali. Un aspetto – denuncia il professore – che il consumatore in passato sottovalutava completamente”. Anche il mondo dei controlli oggi ha cambiato approccio: “Rispetto ad alcuni anni fa, è molto meno repressivo ma cerca piuttosto di accompagnare il mondo della produzione attraverso un processo di formazione culturale. L’impegno dei produttori, trasformatori e distributori deve essere ora quello di cominciare a comunicare meglio al consumatore questi sforzi per rinvigorire il rapporto di fiducia con loro”, incita Marabelli.

Per quanto riguarda il benessere animale e la sicurezza alimentare, l’Oie ha determinato, a partire dagli anni Duemila, degli standard molto elevanti a cui devono fare riferimento tutti i paesi del mondo. “Il punto su cui bisogna soffermarsi è però l’applicazione di queste norme che talvolta un singolo operatore potrebbe non rispettare mettendo a repentaglio la credibilità di tutto il sistema. Il mondo della produzione ha quindi un’occasione storica davanti a sé: fare da argine contro le potenziali devianze stringendo un patto di fiducia con il consumatore”, conclude Marabelli.