“Con il Covid-19 si sono rafforzati sostenibilità, benessere e italianità”

Denis Pantini (Nomisma) analizza i cambiamenti in atto nei consumatori italiani durante la pandemia
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“Sostenibilità, benessere e italianità sono i tre aspetti che si sono rafforzati nella percezione dei consumatori durante il coronavirus”. Di questo è convinto Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma che dal suo osservatorio monitora i cambiamenti in atto negli italiani in questi mesi di grande difficoltà a causa della pandemia.

“Il concetto della sostenibilità ambientale c’era prima del Covid-19, ora si è ulteriormente rinvigorito. Ma la novità più interessante è che il suo valore ha assunto una declinazione più sociale – aggiunge Pantini -. Filiere integrate, prodotti locali e occupazione hanno portato ad una nuova consapevolezza nel consumatore il quale quando entra oggi in un supermercato guarda con molta più attenzione l’aspetto etico-sociale che sta dietro un prodotto. In sostanza, l’italianità è diventato un valore di sostenibilità fondamentale perché entra in campo l’aspetto lavorativo che sta a monte della realizzazione di un prodotto”.

Tuttavia, secondo Pantini, il tema della sostenibilità continua ad essere fumoso sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta. “Ancora oggi risulta evidente che il consumatore associ sempre la sostenibilità con il minor impatto ambientale, e questo si esplica nella convinzione di acquistare un prodotto biologico oppure un prodotto che presenta un packaging eco-compatibile. Tale percezione peraltro è aumentata durante questi mesi in cui il virus è entrato prepotentemente nella nostra vita quotidiana. In parallelo, le aziende hanno però difficoltà a comunicare la sostenibilità dei loro prodotti, infatti spesso lo fanno semplificando i messaggi o in alcuni casi estremizzandoli, al punto che non è detto che il consumatore li riesca a percepire”.

Altro aspetto da non sottovalutare è il costo dei prodotti considerati sostenibili. “Prima del Covid-19, la sostenibilità aveva la precedenza sul lowcost, o quanto meno c’era la disponibilità da parte del consumatore a spendere qualcosa di più per acquistare una referenza di qualità. Penso che dopo la pandemia, a causa della crisi economica, assisteremo ad una polarizzazione dei redditi e degli acquisti a livello alimentare. E i prodotti sostenibili, che hanno un costo superiore rispetto ai mainstream, avranno come target di riferimento i redditi medio-alti”, osserva Pantini.

L’analista conclude sottolineando un possibile rischio per i prodotti made in Italy: “La sostenibilità trova apprezzamento in tutti i consumatori del mondo, non solo quelli italiani, questo significa che un domani chi produce prodotti alimentari stranieri potrebbe cercare di colmare il gap qualitativo rispetto a quelli italiani lavorando sulla sostenibilità. E questo rappresenterebbe un grande problema per i prodotti nazionali che obiettivamente costano di più e quindi rischiano di perdere competitività sul mercato internazionale”.