I rifiuti degli ananas trasformati in aerogel biodegradabili

2 minuti di lettura
LONDRA - I residui agricoli derivati dalla raccolta dell'ananas possono essere trasformati in aerogel, una miscela simile al gel costituita da una sostanza allo stato solido e un gas. Lo suggeriscono in un articolo pubblicato sul Journal of Environmental Chemical Engineering gli esperti dell'Università Nazionale di Singapore (NUS), e dell'Università tecnologica di Ho Chi Minh City, in Vietnam, che hanno elaborato un modo per convertire i rifiuti legati alla raccolta dell'ananas in aerogel, tra i materiali solidi più leggeri conosciuti. "I residui derivata dalla raccolta del frutto tropicale - spiega Duong Hai Minh di NUS - che secondo le nostre stime ammontano a circa 76,4 milioni di tonnellate ogni anno, vengono solitamente bruciati, utilizzati come mangime per animali o lasciati a marcire, il che comporta emissioni di gas serra e altri inquinanti. Per ogni chilogrammo di frutta prodotta, viene generata quasi tre volte la quantità di scarto di foglie di ananas. La nostra soluzione sfrutta invece un processo economico e sostenibile per formare aerogel, creati combinando un polimero con un solvente per formare un gel, rimuovendo il liquido e sostituendolo con un gas".

L'esperto aggiunge che tali sostanze sono porose, scarsamente dense, ma ferme al tatto. "Gli aerogel commerciali - continua il ricercatore - vengono utilizzati principalmente per l'isolamento termico e acustico, sono piuttosto costosi e la produzione comporta alti livelli di emissioni di CO2. I nostri aerogel realizzati dalle foglie di ananas sono ultraleggeri e biodegradabili, efficaci per assorbire l'olio e come isolanti termici e acustici, ma possono essere utilizzati anche nella conservazione degli alimenti e nel trattamento delle acque reflue". Il gruppo di ricerca è al lavoro da più di un decennio, e ha in precedenza brevettato tecniche per la realizzazione di aerogel da vecchi pneumatici in gomma, fondi di caffè e bottiglie di plastica. Dal 2016 gli autori lavorano per sviluppare una procedura in grado di produrre le sostanze leggere da rifiuti agricoli e alimentari. "Abbiamo anche prodotto con successo un aerogel ecologico derivato dalla canna da zucchero - commenta Duong - che si basa su un principio simile". L'autore spiega che in questo nuovo processo, le fibre di ananas vengono estratte grazie a una macchina per la decorticazione, poi miscelate con alcol polivinilico reticolante (PVA) e polimerizzate a 80  C per circa 10-12 ore, un lasso di tempo più breve rispetto alle attuali metodologie. "Un foglio di un metro quadrato del nostro eco-aerogel di uno spessore di un centimetro - osserva il ricercatore - costa meno di 7 dollari e può essere venduto tra i 22 e i 37 dollari. Un foglio di isolamento termico con le stesse caratteristiche può raggiungere i 220 dollari".

Gli scienziati stanno lavorando con diversi partner commerciali per avviare la produzione su larga scala di eco-aerogel, che potranno trovare applicazioni nella conservazione degli alimenti, nell'isolamento termico, nella riduzione del rumore, nella depurazione di fuoriuscite di petrolio o per le maschere in grado di filtrare gas tossici, particelle di polvere e batteri. "Convertire i residui di ananas in aerogel ingegneristici di alta qualità aumenterà la consapevolezza delle persone riguardo alla protezione ambientale - sostiene Phung Le, direttore della raffineria e prodotti petrolchimici e del Centro di ricerca tecnologica presso l'Università tecnologica di Ho Chi Minh City - il che potrebbe stimolare i cittadini a riutilizzare beni e prodotti, riducendo parzialmente il problema dei rifiuti". "Sebbene una procedura completa di riciclaggio dei rifiuti non sia stata sviluppata a fondo - commenta Stephen Steiner, presidente di Airgel Technologies, di Boston - credo che questo sia un passo importante verso lo sviluppo sostenibile per costruire un pensiero creativo e innovativo della nostra generazione e per aiutare l'ambiente e preservare la natura. Questa tecnologia presenta numerosi vantaggi, come il basso costo delle materie prime, la biocompatibilità e la biodegradabilità, oltre ai numerosi campi di applicazione del prodotto, che vanno dall'isolamento all'imballaggio fino all'utilizzo destinato alle tecnologie mediche".