Gli azzurri ritrovano il pubblico ma cedono all'Atalanta (1-4)

Andrea Pinamonti contrastato da Pezzella

Sconfitta senza attenuanti contro gli orobici che fanno valere il differente tasso tecnico con un Ilicic (doppietta) in grande spolvero

EMPOLI. Nel giorno in cui l'Empoli ritrova il suo pubblico, trova anche un'Atalanta che non fa sconti e passa al Castellani con un perentorio 4-1 che non ammette repliche. Questo Empoli non può ancora pensare di competere con questa Atalanta, superiore in quasi tutto, nel palleggio, nella prestanza fisica, nella tecnica. Saranno altre le partite nelle quali gli azzurri dovranno costruire una salvezza comunque possibile.

Per fare risultato agli azzurri avrebbero dovuto girare bene tutti gli episodi che invece sono girati male, a cominciare da un salvataggio sulla linea di Demiral (7') su tiro a botta sicura di Henderson, la sfortunata autorete di Viti (49') che di fatto ha chiuso la partita, un altro salvataggio sulla linea all'86' per il possibile 2-3. Ma gli orobici si sono presi anche il lusso di sbagliare un rigore con Ilicic, comunque immenso e autore di una doppietta.

Se proprio si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, oltre al ritorno del tifo organizzato in Maratona si può sottolineare la buona prova di Pinamonti, che continua a far reparto da solo ma è costretto a giocare soprattutto per i compagni, e il ritorno di Parisi, una manciata di minuti per assaggiare la Serie A.

In compenso sta diventando un caso Leonardo Mancuso, l'eroe di Torino passato in poche settimane da essere il primo degli attaccanti al quarto e anche ieri rimasto in panchina. Andrà gestito per non fargli perdere la fiducia, come ha fatto Gasperini con Ilicic: alla vigilia lo ha stuzzicato ed è stato ripagato con una prestazione sopra le righe, imprendibile sul primo passo, autore del vantaggio all'11' su assist di Pasalic, che Stulac non è riuscito a contenere, autore del raddoppio al 26' dopo aver portato a spasso la difesa, pericolo costante fin quando è rimasto in campo.

L'Empoli l'aveva riaperta al 30' con uno dei pochi palloni buoni che Di Francesco ha trasformato in oro su lancio di Stulac, ma l'autorete di Mattia Viti al 49' ha tagliato le gambe agli azzurri che non sono più riusciti a trovare il bandolo della matassa nonostante gli inserimenti di Bajrami e Cutrone e hanno incassato il 4-1 allo scadere per opera di Zapata.

Ora testa e cuore a Salerno, dove sabato è in programma una sfida salvezza da giocare con grinta e intelligenza. I campani hanno esonerato Castori e vogliono rilanciarsi, gli azzurri sono chiamati a una prova di orgoglio.