L'Olimpico resta un tabù per gli azzurri: vince la Roma

La stretta di mano tra Andreazzoli e Mourinho prima dell'inizio di Roma-Empoli

Pellegrini e Mkhitaryan firmano il successo giallorosso sull'Empoli, che è rimasto in partita fino al 42'. Pinamonti è uscito per infortunio alla mezz'ora

EMPOLI. Niente da fare, l'Olimpico resta un tabù insuperabile per l'Empoli, che al cospetto della Roma rimane in partita fino al 42', giocando anche bene, ma poi cade sotto i colpi di una squadra oggettivamente più forte, praticamente in tutti i reparti. Probabilmente la più forte affrontata in queste prime sette partite di campionato. Finisce 2-0 e non c'è nulla da recriminare. Chi sperava in un'impresa stile Allianz Stadium dovrà aspettare la prossima stagione, perché comunque gli azzurri hanno tutte le carte in regola per tornare qui anche nel 2022.

Andreazzoli ha provato a sparigliare le carte lasciando fuori Bajrami e schierando un Empoli più muscolare, con Henderson dietro a Di Francesco e Pinamonti. In realtà, come si era capito, in campo lo schieramento azzurro è parso più simile all'albero di Natale che al classico 4-3-1-2, con Di Francesco spesso a ricucire e a dar fastidio. Operazione riuscita per quasi tutto il primo tempo, ma poi sono bastati due errori per pagare dazio: farsi trovare scoperti su un inserimento di Pellegrini (42') e una palla persa sulla tre quarti che ha favorito il raddoppio di Mkhitaryan (48').

Un alibi parziale è rappresentato dall'infortunio di Pinamonti, anche oggi preferito a Mancuso, che è stato costretto a uscire al 29' per un problema muscolare che verrà valutato domani. Fino a quel momento aveva retto sulle sue spalle l'attacco azzurro e si era anche reso pericoloso in un paio di occasione. Uscito lui, Mancuso non è riuscito a fare lo stesso lavoro, non solo per colpa sua, perché di palloni giocabili gliene sono arrivati veramente pochi.

Va anche detto che l'Empoli si è trovato di fronte una squadra per niente depressa dalla sconfitta nel derby e sostenuta da uno stadio che mette ancora più pressione di quello della Juve. Per di più nella giornata di Lorenzo Pellegrini, fresco di rinnovo e voglioso di battere le orme di Francesco Totti e di Capitan Futuro. Non è un caso che il risultato sia stato sbloccato dal capitano giallorosso, abile a inserirsi nello spazio e a trasformare in oro un filtrante di Mkhitaryan. Fino a quel momento, come detto, l'Empoli aveva tenuto botta facendo correre anche qualche brivido a Rui Patricio, all'11' con Pinamonti (di poco a lato il suo esterno) e al 15' sempre con Pinamonti (provvidenziale uno stinco di Mancini sul suo tiro a botta sicura). Nel finale del tempo l'Empoli ha cominciato a far fatica a ripartire ed è arrivata puntuale il vantaggio di Pellegrini.

Al rientro dagli spogliatoi Andreazzoli ha provato a dare la scossa inserendo Bajrami e Haas per Zurkowski e Bandinelli, ma non c'è stato nemmeno il tempo di vedere gli effetti dei cambi, perché una palla inopinatamente persa da Henderson sulla tre quarti ha innescato Abraham: traversa e sulla ribattuta tap in vincente di Mkhitaryan. La partita in pratica è finita lì, ed è questo l'aspetto che più preocuperà Andreazzoli nella sosta per le nazionali. Perché c'era ancora un tempo da giocare, ma gli azzurri non hanno mai dato l'impressione di poter riaprire il discorso, salvo un timido forcing nel finale. E' rimasto solo il tempo per un caloroso abbraccio tra Andreazzoli e Josè Mourinho, uno special one insolitamente tranquillo in panchina, come era stato zen alla vigilia.