Empoli, bentornato Andreazzoli: "Qui sono a casa mia"

Aurelio Andreazzoli durante la presentazione

Presentato il nuovo tecnico scelto dalla società in sostituzione di Dionisi: "Sento il bisogno di completare il lavoro, non vedevo l'ora"

EMPOLI. "Quando il presidente Corsi mi ha chiamato gli ho risposto che se mi dava quattro ore sarei arrivato in bicicletta... Qui mi sento a casa mia". Si è presentato così Aurelio Andreazzoli, il nuovo allenatore dell'Empoli scelto dalla società per sostituire Alessio Dionisi (ora a Sassuolo) e per vincere lo scudetto, che da queste parti si chiama salvezza in Serie A. Quello che inizia oggi, 5 luglio, è dunque un "Andreazzoli ter", dopo il subentro e la cavalcata vincente in serie B, l'esonero e la richiamata in Serie A. E un addio dopo la retrocessione del 26 maggio 2019 che è diventato un arrivederci.

Su quel giorno, quando San Siro si alzò in piedi per applaudire gli azzurri retrocessi a testa alta, il tecnico di Massa però non vuole soffermarsi più di tanto, se non per dire che "quel 26 maggio ci ha lasciato qualcosa di incompiuto e sento la necessità di completare l'opera, non vedevo l'ora".

Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico, com'era prevedibile, non è stato pronunciato il nome di Dionisi, cui il presidente Fabrizio Corsi ha fatto solo un rapido cenno parlando di un "episodio puerile" che ha fatto capire alla società come il rapporto con l'allenatore della promozione in A fosse ormai finito.

Andreazzoli, il presidente Corsi e il direttore sportivo Accardi

Si è parlato però molto della Primavera, fresca di Scudetto tra i giovani, che potrebbe essere il primo serbatoio da cui attingere nel mercato dell'Empoli. Del resto lo stesso Andreazzoli ha chiarito che la sua missione sarà la salvezza, partendo da un gruppo "che ha condotto l'ultimo campionato in maniera esemplare", ma anche la valorizzazione dei giovani, che ha bisogno di tre cose: "Pazienza, lavoro e tempo".

Quanto al mercato, sarà difficile e dispendioso, ha chiarito il presidente, facendo riferimento anche a un problema di diritti televisivi sull'estero per la cui vendita sono sorte delle difficoltà. "Se vengono a mancare cento milioni - ha spiegato Corsi, tre di questi vengono a mancare all'Empoli". Ma il presidente è anche convinto che l'Empoli possa contare su una forza di attrazione che altre squadre non hanno: "Ci sono calciatori giovani che preferiscono venire qui, che ricevono telefonate da allenatori di squadre più blasonate ma che decidono di giocarsi le loro carte qui". Uno di questi potrebbe essere Roberto Piccoli (Atalanta), nome caldo per rinforzare l'attacco. Un altro, più vicino, è Guglielmo Vicario, portiere del Cagliari per il quale l'Empoli avrebbe superato la concorrenza del Genoa. E poi, come detto, ci potrebbe essere qualche innesto dalla Primavera.

Ci crede anche Pietro Accardi, confermato direttore sportivo per tre anni. "Grazie a Corsi per la fiducia che mi ha concesso anche quando le cose non sono andate bene - dice - Sono qui da dieci anni e mi ci sento a casa. Qui sono cresciuto e qui voglio consacrarmi, per questo non ho ascoltato altre offerte".

"Entro in punta di piedi in uno spogliatoio già ben modellato - ha detto Andreazzoli - Sono molto contento per l'età media della squadra (che oggi inizia il pre-ritiro con le visite mediche a Monteboro, ndr). Mi rendo conto che bisognerà alzare un'asticella che è già alta, facendo molta attenzione alla preparazione fisica, come richiesto dalla categoria". A proposito di preparazione, il nuovo preparatore atletico sarà Franco Ferrini, l'allenatore in seconda Giacomo Lazzini, mentre Alessio Aliboni affiancherà il fratello Andrea nel ruolo di collaboratore e Vincenzo Sicignano allenerà i portieri.

Quanto ai sistemi di gioco, Andreazzoli ripartirà dal marchio di fabbrica 4-3-1-2 ma avverte che "non è il sistema di gioco che fa la differenza, sono le interpretazioni di quel sistema". E poi ci sono le alternative, "che ogni allenatore deve saper padroneggiare, e allenare. Dovremo essere preparati anche alle sconfitte, l'importante è che quando arrivano siano per merito dei nostri avversari, non per demeriti nostri".