Fumata grigia tra l'Empoli e Dionisi, sempre più vicino alla Samp

Fabrizio Corsi, Alessio Dionisi e Pietro Accardi

Società e tecnico si sono incontrati ma le distanze sono rimaste invariate. Il presidente Corsi chiederà un indennizzo, che potrebbe essere "pagato" anche col mercato

EMPOLI. Doveva essere la resa dei conti e invece, come spesso succede nelle trattative complicate, è uscita una fumata grigia. L’atteso incontro tra l’Empoli e il suo (non si sa ancora per quanto) allenatore Alessio Dionisi è stato un passaggio interlocutorio. Ma chi sperava che andasse a finire come nei tribunali, dove le lunghe camere di consiglio spesso finiscono con un’assoluzione, rimarrà deluso. Dionisi non è stato “assolto” dal presidente Fabrizio Corsi e dal direttore sportivo Pietro Accardi. Non ancora, almeno. La versione ufficiale della chiacchierata, andata avanti per ore, dice che le distanze tra il tecnico e la società sono rimaste inalterate. E che la Sampdoria è ancora in agguato, anche se il presidente Massimo Ferrero ieri ha detto al Secolo XIX che «sarebbe assurdo non aver tenuto Ranieri, che chiedeva troppo, e ora spendere per avere il suo successore». Di mezzo infatti c’è lo scoglio dell’indennizzo, cioè la contropartita economica che l’Empoli (questa è una delle poche certezze della vicenda) intende chiedere per “liberare” il tecnico sotto contratto, nel caso in cui Dionisi insistesse per andare ad allenare sotto la Lanterna.

Naturalmente in questa fase delle trattative va considerato che entra in ballo anche il classico gioco delle parti, con manovre che sostanzialmente servono a rafforzare le rispettive posizioni. L’allenatore però ha una difficoltà in più, perché nel caso dovesse rimanere, come molti sperano, deve stare attento a non logorare troppo la propria immagine nei confronti di una piazza che comincia a spazientirsi. Di sicuro si è spazientito il presidente Corsi, le cui parole di un paio di giorni fa sono suonate come un ultimatum, al quale è seguito un incontro, quello di ieri, che forse non era in programma. Chi conosce Corsi sa che per ricucire servirà un bagno di umiltà da parte del suo interlocutore. Ma il presidente ha anche ben presente che cosa conviene all’Empoli e dunque se la porta è rimasta aperta (questo onestamente non lo sappiamo) all’Empoli potrebbe convenire tenersi un allenatore che tutti considerano valido e già pronto per la Serie A.

Al termine dell’incontro con la società, a cui era presente anche l’agente di Dionisi Paolo Busardò ma non Corsi, le parti hanno concordato di rivedersi o di risentirsi nei prossimi giorni. Il tempo stringe e non facilita la cose. Se l’Empoli ha fretta, non può permettersi di aspettare troppo nemmeno la Sampdoria, per la cui panchina ieri è circolato anche il nome di Domenico Tedesco, il giovane allenatore dello Spartak Mosca. A Genova sono bravi a fare i conti e avranno calcolato che, in caso di indennizzo da pagare all’Empoli, l’esborso complessivo per Dionisi potrebbe diventare pesante (si è parlato di un triennale da un milione all’anno). L'eventuale indennizzo però potrebbe essere "pagato" col mercato, con le cessioni all'Empoli di un paio di giocatori della Sampdoria, mentre Dionisi, se siederà sulla panchina doriana, potrebbe portarsi dietro Bajrami.

In ogni caso l’Empoli deve preparare un piano B e i nomi che circolano sono sempre gli stessi, con il possibile ritorno di Aurelio Andreazzoli in cima alla lista. Una soluzione, questa, che presenta più di un vantaggio: conosce il sistema di gioco, conosce l’ambiente, ha voglia di rilanciarsi. Un Andreazzoli che potrebbe portarsi dietro come secondo Daniele De Rossi. Le alternative si chiamano Fabio Liverani, esonerato a gennaio dal Parma, Roberto Venturato, una vita al Cittadella, o addirittura Roberto Donadoni, reduce da una negativa esperienza in Cina con lo Shenzen. Prima però bisogna risolvere il caso Dionisi.