L'Empoli cade a Salerno, i granata avevano più fame

Giovanni Crociata in azione a Salerno (foto Sestini)

Azzurri vicini al vantaggio con Moreo, poi i campani passano con Bogdan e la chiudono nel recupero con Anderson. Ottima prova di Viti

EMPOLI. A Salerno arriva la terza sconfitta per l’Empoli, già promosso in Serie A, ma gli azzurri non hanno regalato nulla e hanno trovato un giocatore che potrà servire anche nella massima serie, Mattia Viti. Hanno provato a vincerla, quantomeno a fare risultato, ma i granata, dopo essere passati in vantaggio hanno fatto quadrato riuscendo a respingere tutti gli attacchi e l’hanno chiusa nel recupero. Troppo importante per i campani uscire dall’Arechi, un risultato che li avvicina alla promozione, nonostante le contemporanee vittorie di Monza e Lecce.

Dionisi ne cambia 9 su 11 rispetto alla squadra partita titolare col Cosenza (dentro solo Brignoli e Mancuso), ma il risultato non cambia, nel senso che la squadra gioca a memoria, con la testa sgombra al cospetto di una formazione, quella campana, che invece è comprensibilmente contratta.

Sono gli azzurri a fare partita e meriterebbero anche il vantaggio se al 9’ Belec non facesse un mezzo miracolo su un’incornata di Moreo che poi finisce sul palo. La Salernitana aspetta e riparte, mentre da Lecce arrivano notizie di una caterva di gol (2-2 all’intervallo) e il Monza è inchiodato sullo 0-0 a Cosenza. Al primo tiro in porta i granata passano. E’ il 32’ quando su corner la palla carambola su Damiani e Bogdan anticipa tutti e centra Brignoli, la cui respinta rotola però dentro la rete.

Nel secondo tempo gli azzurri hanno anche l’occasione per pareggiare al 51’ con Crociata che mette a lato un rigore in movimento su assist di Ricci. La Salernitana continua ad affidarsi alle ripartenze e ha due buone occasioni con Gondo, ma bada soprattutto a stroncare le iniziative degli azzurri. Al terzo minuto di recupero ci pensa Anderson a sigillare il risultato dopo un batti e ribatti in area. Ma dovranno sudare all'ultima giornata, perché Monza e Lecce sono ancora lì.

Si diceva di Viti. Alla sua prima da titolare, il diciannovenne ha fatto un figurone. Tre discese di personalità nel primo quarto d’ora, sull’ultima delle quali ha fatto ammonire Coulibaly. Poi una partita attenta, senza sbavature. Ne sentiremo parlare ancora.