Empoli, altro che arancione: il Castellani passa in azzurro

Leo Stulac esulta dopo il momentaneo 3-1 (foto Sestini)

I padroni di casa dominano il Brescia grazie anche a un incredibile autogol di Joronen. Donnarumma spaventa, Matos risolve: finisce 4-2

EMPOLI. Negli stessi minuti in cui Empoli passava dal rosso all’arancione, il Castellani è passato all’azzurro. Azzurro Empoli, per la precisione. E gli azzurri sono entrati in modalità “Prova a prendermi”. Il problema, per le inseguitrici, è che non sembra abbiano a disposizione un Tom Hanks, come nel film di Spielberg del 2002, in grado di acciuffare il truffatore DiCaprio. E quindi il mago degli assegni cabriolet ora pensa seriamente di arrivare al sicuro per godersi il bottino, che in questo caso si chiama Serie A.

Detta in altre parole, l’Empoli ha battuto per 4-2 il Brescia, il Lecce come si prevedeva ha espugnato Vicenza e la Salernitana è riuscita incredibilmente a ribaltare nei minuti di recupero lo 0-1 col Venezia in un 2-1 che lascia intatte le sue chance di promozione diretta. Ma il risultato che più conta è che ora agli azzurri mancano solo sei punti per la promozione matematica. Sei punti da raggranellare in cinque partite: si può fare. Erano addirittura quattro al 93’ di Salernitana-Venezia, prima del gol di Cedric Gondo, viziato da un fallo di Duric sul portiere che ha fatto infuriare i lagunari, ma ora più che mai il destino dell’Empoli è nelle sue mani e nella sua testa.

Empoli-Brescia è una partita che tradizionalmente azzurri pareggiano, certe volte perdono e ancora meno volte vincono, ma ieri si è capito subito che tirava un’altra aria. Per colpa (o per merito, decidete voi) del portiere Joronen, che al 10’ si è reso protagonista di uno degli autogol più goffi visti in questo campionato: Parisi scende sulla sinistra, salta un avversario e mette dentro un cross basso che è preda dell’estremo difensore; la palla però gli rimane sotto la schiena e lui, nel tentativo di recuperarla la fa rotolare in porta.

Gli azzurri sentono che è la giornata giusta e azzannano il match. Corre il 17’ quando Sabelli si produce in una percussione centrale, la palla schizza sui piedi di Haas che la recapita a Bajrami in posizione di sparo. La rasoiata del macedone è chirurgica e finisce accanto allo stesso palo del primo gol. Ora l’Empoli è in totale controllo e gestisce. Solo che dall’altra parte c’è un islandese che non ci sta: al 27’ Bjarnason s’improvvisa attaccante e quando riceve due passi dentro l’area brucia sul tempo Romagnoli e manda la palla a baciare il palo alla sinistra dell’incolpevole Brignoli. È una partita bellissima, ma a questo punto del campionato non ci sono partite belle o brutte. Ci sono partite da vincere, con le unghie e coi denti. O con l’eleganza, quella di cui dà sfoggio al tramonto del primo tempo Leo Stulac, bravo a liberarsi al limite dell’area e a impallinare per la terza volta il povero Joronen, sempre sullo stesso palo, quello alla sua destra.

Si rientra negli spogliatoi con l’idea che i giochi siano fatti, e l’inizio della ripresa sembra confermarlo. Ma qui emerge anche l’unico difetto, per gli azzurri, di una partita fino a quel momento praticamente perfetta: costruiscono tanto e raccolgono poco. Non è la prima volta. Fioccano occasioni a raffica sui piedi e sulla testa di Mancuso, Zurkowski, La Mantia e poi ancora Haas. Joronen si riscatta in parte con due parate notevoli e così il Brescia nonostante tutto resta in partita. Ci rientra completamente al 73’ grazie al grande ex Alfredo Donnarumma, subentrato a Ndoj un quarto d’ora prima. Un angolo allungato dal vento taglia fuori Brignoli e l’ex partner di Caputo si fa trovare appostato sul secondo palo e la mette dentro da due passi senza esultare.
Sembra il prologo di una rimonta, perché ora le rondinelle ci credono e si buttano avanti, senza peraltro creare occasioni. La crea invece all’84 l’inesauribile Bajrami e la trasforma il subentrante di lusso Matos, svelto a ribadire in rete la respinta di Joronen sul tiro del fantasista. Ora i giochi sono davvero fatti. Clotet tira fuori l’ottimo Bjarnason e agli azzurri resta solo da far passare il tempo prima di esultare. Da oggi subito al lavoro in vista di Ascoli, un’altra squadra da affrontare, neanche a farlo apposta, nel suo momento migliore.