L’Empoli vola alto con gli occhi del drone

Vigila su tutti gli allenamenti, rivelando errori e giocate ok

EMPOLI. È un Empoli che vola davvero in alto quello di Marco Giampaolo, un Empoli che sta guardando la serie A da tutta un’altra prospettiva rispetto agli anni passati. Uno dei segreti arriva anche da quello strumento che, un altra prospettiva la fornisce davvero e non solo in senso figurato. Stiamo parlando dell'ormai famigerato drone che accompagna tutti gli allenamenti azzurri. Di quella piccola macchina volante che fa il rumore di una zanzara e che vola sopra il sussidiario è una delle chiavi del successo azzurro. E se lo scorso anno il drone veniva solo utilizzato per la fase difensiva quest'anno aiuta gli azzurri in tutte le situazioni. Con il suo occhio infallibile è soprattutto insindacabile.

«Nel corso degli allenamenti è il mister che mi dice cosa riprendere - racconta Giampiero Pavone, l'uomo del drone - però nella maggioranza dei casi si tratta di esercitazioni tecnico- tattiche. Siamo partiti lo scorso anno riprendendo solo la linea difensiva e poi col passare del tempo abbiamo scoperto che poteva essere utile riprendere altre situazioni di gioco. Da quest'anno con mister Giampaolo abbiamo ampliato molto il lavoro concentrandoci anche sulla costruzione, il movimento di tutta la squadra in campo fino ad arrivare ai vari esercizi anaerobici. C'è stata un' evoluzione, lo scorso anno lavoravamo una volta a settimana quest'anno tutti i giorni».

Il drone riprende quello che accade in campo e così giocatori e staff hanno una visione migliore dei movimenti che vengono fatti in allenamento. Così gli errori di posizione possono essere corretti meglio. «Il drone aiuta a lavorare su molte situazioni come ad esempio il possesso, la costruzione, la transizione e rivedendo le immagini il giocatore si accorge se è in posizione oppure no, se è in ritardo su quel determinato tipo di esercizio o meno. Una cosa è dirli a voce gli errori un altra è farli vedere. Se le immagini mostrano che uno ha sbagliato il calciatore non ha giustificazioni, non può controbattere ma solo vedere che cosa ha fatto di errato. È questo probabilmente influisce anche dal punto di vista psicologico e fa sì che uno mantenga maggiormente alta l'attenzione per evitare gli errori». Le riprese con la videocamera installata sull'elicotterino sono forse la fase più semplice del lavoro: «Al termine dell'allenamento scarichiamo i video - spiega Pavone - determinate immagini vengono montate togliendo gli spazi morti, altre immagini ci mettiamo a studiarle insieme al mister e facciamo il montaggio cercando quelle più significative da far vedere alla squadra. Scegliamo quali esercizi far vedere tra quelli fatti bene ma anche tra quelli che magari sono stati fatti male, oltre alla ripresa dunque c'è un grande lavoro di ricerca e di montaggio».

L'Empoli ha iniziato a usare il drone lo scorso anno grazie ad un'intuizione di Pietro Accardi e da lì alcune squadre hanno copiato gli azzurri, anche se sono ancora in pochi a sviluppare: «Nel calcio poche squadre usano il drone, ovviamente il Napoli di Sarri lo utilizza per la linea difensiva e qualche volta ha fatto capolino sui campi di allenamento di Bologna e Inter. Ma nessuno lo utilizza come noi ad Empoli».

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