Federico Zini, il giramondo del pallone ospite dell'Empoli

L’attaccante invita allo stadio il collega Federico Zini che si è procurato un grave infortunio: «La sua storia e la sua passione mi hanno colpito, era il minimo che potessi fare»

EMPOLI. Non è una di quelle che doti che si compra in negozio o al mercato. Forse si può allenare per migliorarla un po’, ma la verità è che o ce l’hai o non ce l’hai. È la generosità e, da sempre, è una compagna di viaggio di Manuel Pucciarelli.

Lui, l’attaccante azzurro, la dimostra ogni maledetta domenica sul campo, perché si batte e si sbatte per se stesso e per gli altri. Come domenica scorsa, quando con il Carpi ha piazzato un numero di scatti impressionante, perdendoci qualcosa sotto il profilo della lucità ma contribuendo a mandare in tilt la difesa emiliana. Solo che stavolta, forse perché Natale alle porte, la generosità di Pucciarelli ha colpito anche e soprattutto fuori dal campo.

Ad assistere alla partita, infatti, c’era un ospite speciale: Federico Zini, 22 anni, giramondo del pallone ora alle prese con un infortunio terrificante. Il ragazzo di San Miniato, infatti, dopo aver giocato a Malta, Nel Msida St. Jopesh, e in Bulgaria, nel Botev Vratza, pochi mesi ha deciso di affrontare una nuova avventura volando fino nelle Filippine per giocare coi campioni nazionali del Ceres La Salle. In uno dei primi allenamenti, però, il drammatico incidente: uno scontro con il portiere (che ha rischiato persino la vita perdendo i sensi sul terreno di gioco) e la rotula del ginocchio destro che si spezza in due.

Un infortunio rarissimo e ancora più grave. Tanto da mettere in discussione la sua carriera. «Ho letto la sua storia su Facebook – racconta Pucciarelli – e subito gli ho mandato un messaggio di incoraggiamento. Lui mi ha risposto per ringraziarmi e da quel momento siamo rimasti in contatto. Mi ha raccontato i momenti tremendi dell’incidente, l’iter dell’operazione e le sue preoccupazioni. È una vicenda che mi ha scosso, lo ammetto, perché mi ha colpito molto la passione di Federico per il calcio. Passione che lo ha portato, pur giovanissimo, a girare il mondo per giocare».

Da qui l’idea. Rientrato da poco in Italia, dopo l’intervento e l’operazione nelle Filippine, Zini ha ricevuto l’invito di Pucciarelli che lo ha voluto al Castellani per assistere alla partita degli azzurri contro il Carpi. «È stato qui domenica ed era molto felice. Alla fine ci siamo visti fuori – racconta Pucciarelli – e gli ho regalato la mia maglia. Francamente mi è sembrato il minimo, ma la sua reazione mi ha stupito».

Rientrato a casa, infatti, Zini è tornato su Facebook pubblicando la foto con Pucciarelli e un post di ringraziamenti davvero molto sentiti. «Mi ha fatto molto piacere – ammette Pucciarelli – anche perché, ripeto, non credo di aver fatto poi niente di così straordinario. Visto che ama così tanto il calcio e che ora attraversa un momento difficile ho pensato che potesse fargli piacere venire a vederci giocare allo stadio. Tutto qui».

Già, tutto qui. Ma come diceva il vecchio ma sempre valido slogan dell’Empoli “con poco si fa tanto”. E se cercate sul vocabolario la parola generosità trovate questa definizione: nobiltà d’animo che si manifesta soprattutto come altruismo, disinteresse, prontezza al sacrificio. Ovvero la fotografia precisa di Manuel Pucciarelli. In campo e anche fuori.