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Cerreto Guidi, Villa Medicea quasi inaccessibile. Sforbiciata agli orari di apertura
 

Una veduta dall'alto della Villa Medicea di Cerreto Guidi

La residenza di caccia, sul poggio al centro di Cerreto Guidi, è visitabile soltanto quattro giorni alla settimana fino alle 16

CERRETO GUIDI. Dal giovedì alla domenica con sei visite al giorno: alle 9, alle 10, alle 11, poi a mezzogiorno, e ancora alle 15 e alle 16. Stop. Perché la Villa Medicea di Cerreto Guidi chiude alle 17, che piova o meno, col sole o con la nebbia. Ed è chiusa al pubblico il lunedì, martedì e mercoledì. Insomma per visitarla il tour va organizzato, devono coincidere gli orari ed è complicato andare a colpo sicuro sperando di trovare i cancelli aperti. Il più delle volte infatti sono chiusi, tant’è.
 
È stata la pandemia a dare la mazzata al gioiello fatto edificare tra il 1564 e il 1566 dal duca Cosimo I de’ Medici come residenza di caccia, vicina al Barco Reale (ovvero la riserva di caccia) e in posizione dominante sul Padule di Fucecchio, oltre che sul poggio al centro di Cerreto. La Villa è tra l’altro patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco dal 2013 e deve la sua fama alla tragica vicenda di Isabella de’ Medici, morta proprio a Cerreto nella notte fra il 15 e il 16 luglio 1576. Ci ha messo le mani anche Bernardo Buontalenti, che ha ideato le rampe d’accesso “a scalera”, i “ponti medicei” caratteristica saliente della Villa, imponenti rampe di scale.
Eppure già da un paio di anni non è così semplice accedervi. Decisione contingente - visto il momento storico - del Sistema regionale dei musei della Toscana (che dipende dal ministero della Cultura): una sforbiciata all’orario di apertura al pubblico, ridotto in quattro mezze giornate durante la settimana. E tre intere giornate di chiusura totale al pubblico.
 
«Nel 2019 era aperta tutti i giorni, ad esclusione del secondo e terzo lunedì del mese (a Capodanno, 1° maggio e Natale, ndr) quando tutti i musei statali della Toscana sono chiusi», conferma Micaela Marcuzzi della Pro Loco di Cerreto Guidi, l’associazione che si occupa della promozione turistica sul territorio e durante l’emergenza sanitaria ha organizzato il calendario delle prenotazioni per l’accesso alla residenza medicea, in modo da rispettare il distanziamento ed evitare le folle. «Gli orari sono ridotti anche perché la pandemia ha fatto crollare i visitatori in un luogo già fuori dalle principali rotte turistiche della nostra regione», dicono ancora dalla Pro Loco.
 
Il problema è che tagliando le aperture la Villa Medicea difficilmente tornerà ad essere meta ambita dai turisti, che rischierebbero di trovarla chiusa. Il viaggio va in pratica definito nei minimi dettagli, ogni errore è punito nel senso che la visita potrebbe saltare. Dentro il complesso c’è pure il Museo storico della caccia e del territorio, inaugurato nel 2002 e anche questo legato ai nuovi orari ridotti della Villa di Cerreto, patrimonio del territorio nei fatti un po’ dimenticato, o perlomeno non valorizzato come dovrebbe essere e come la sua magnificenza imporrebbe. Per riprendere il terreno perso ci vorrà parecchio impegno d’ora in poi.