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Annunci di lavoro anonimi e generici, la Cgil di Empoli denuncia: «Sono da verificare»

Offerte di lavoro in un centro per l’impiego

Dubbi su una pagina Facebook aperta a Empoli. Il “titolare”: «Cerco personale per le mie 17 aziende»

EMPOLI. Annunci anonimi di lavoro sul web, dove per una generica offerta di occupazione non viene indicata l’azienda che propone l’assunzione, e la modalità per inviare la candidatura si esaurisce in un indirizzo mail non identificabile, ovvero non riferibile ad alcuna impresa.

E ancora: un numero di cellulare presente in alcuni annunci che squilla sempre a vuoto e poi fa cadere la chiamata con la segreteria telefonica. E in più, viene indicato un numero di telefono fisso al quale però risponde una signora anziana che, sue parole, dice «mi dispiace ma non posso esserle di aiuto, non sono io quello che cerca».


Annunci simili sono vietati dalla legge. Come riporta la cosiddetta legge Biagi (articolo 9 del decreto legislativo n. 276 del 2003): «Sono vietate le comunicazioni anonime. Sono altresì vietate le comunicazioni relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione che non siano effettuate da parte di soggetti, pubblici o privati, autorizzati o accreditati. Possono, tuttavia, effettuare le comunicazioni in oggetto i potenziali datori di lavoro, purché ciò avvenga in forma non anonima a garanzia della trasparenza del mercato del lavoro e del pieno rispetto delle norme poste a tutela della protezione dei dati personali».

E invece avviene il contrario nel grande mondo di Facebook, il social network dove c’è tutto e il contrario di tutto, e dove spesso si celano trabocchetti, se non oltre. Una pagina che diffonde questo tipo di annunci di lavoro anonimi, che si presenta come “società di consulenza”, indica come propria sede Empoli.

Per questo la Cgil del circondario ha drizzato le antenne. «Stiamo facendo le verifiche del caso, dietro può esserci di tutto – dice Donatella Galgani della Funzione pubblica Cgil – ci aspettiamo adesso che le forze dell’ordine agiscano. Prima smascheriamo queste situazioni meglio è, e magari si riescono a trovare più posti di lavoro sani, con contratti veri. E poi serve per contrastare il lavoro nero e il sommerso, che soprattutto nel campo della ristorazione è così diffuso».

«Inoltre – aggiunge la sindacalista empolese – il problema sono anche le aziende che si affidano a questi canali non certificati. Se tutte queste procedure non conformi alla legge venissero alla luce, migliorerebbero le condizioni di lavoro in molti settori».

Si difende Simone Falcini, che è il “titolare” della pagina Facebook che pubblica queste offerte di lavoro su cui si è concentrata l’attenzione dei sindacati: «Il social network prevede di aprire pagine di questo tipo, come “consulenza”. Comunque io non cerco lavoratori per altri ma per le mie aziende, ne ho 17 in tutto, come scuole di pasticceria, la pasticceria Oliviero a Signa, il ristorante Il Trenino a Chiesina Uzzanese (provincia di Pistoia, ndr). Non so assolutamente chi possa aver indicato il numero fisso sulla pagina. Valuteremo più avanti se pubblicare il nome dell’azienda per la quale prevedo assunzioni, per ora il nome non lo metto».

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