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Empoli, la neo festa della Birra mette “appetito”: i pub in centro non vogliono essere esclusi

Palma Grippo di The Alchemist col marito e la novità dell’Estate empolese è la festa della birra

Parte l’appello agli organizzatori: «Perché non siamo stati contattati? Altrimenti in quei giorni noi non lavoreremo»

EMPOLI. Attirare gente nel centro storico, quest’estate. Un’aspirazione della cittadinanza, degli esercenti e di conseguenza di tutti, amministrazione compresa. Lo stesso intento che ha mosso l’associazione Centro Storico Empoli, in collaborazione con Food Festival e Confesercenti, a far ripartire a tutti gli effetti l’Estate Empolese, nota rassegna di eventi quest’anno prevista da fine giugno a fine luglio.

Ad inaugurarla una novità: l’Empoli Beer Fest, che popolerà l’anello di piazza Matteotti da mercoledì 29 giugno a domenica 3 luglio, con stand di birra artigianale e richiamerà l’attenzione dei buongustai, tra street food, dj set, mercatino artigianale e area giochi per bambini.


Iniziativa di apertura nella quale, al momento, le birrerie cittadine non sono state coinvolte. I titolari di alcuni pub ci sperano ancora e lanciano un appello. «Non meritiamo di essere esclusi dall’organizzazione dell’evento e ci auspichiamo un contatto da Confesercenti e dall’associazione Centro Storico di cui alcuni di noi sono anche soci – afferma Matteo Ferrante, titolare della Birroteca in via Ridolfi – anche perché dopo due anni di pandemia quello dei risto-pub è tra i settori più colpiti». «Un contatto preventivo prima della pubblicizzazione dell’evento ci avrebbe fatto piacere – prosegue – da esperti e competenti vorremmo apportare un valore aggiunto all’evento, potendo far in modo che si ripeta nei prossimi anni come festa dei pub e locali di Empoli. Lo diciamo nell’interesse di tutti, compresa la città a cui siamo molto legati».

Sottolinea l’importanza di un coinvolgimento degli esercenti empolesi anche Bruno Bianucci, responsabile del Brunz in piazza Guido Guerra, a due passi dalla location della cinque giorni. «Visto anche il nome (Empoli Beer Fest, ndr) sarebbe giusto coinvolgere operatori ed esercenti locali. La festa è organizzata a ridosso di alcune birrerie, compresa la mia, perciò in quei giorni sarà difficile avere gente». « Se ci fosse la possibilità di rimodulare l’evento con preminenza delle birrerie e degli esercenti di Empoli secondo me sarebbe la cosa migliore» ribadisce Bianucci.

«Non ho polemiche verso l’evento in sé – apre Palma Grippo che col marito Sergio dal 2001 gestisce The Alchemist Pub di via dei Cappuccini aperto nel 2001 – anzi, ben venga. Non si capisce però in che modo si aiuterebbero le realtà del territorio. In quei cinque giorni noi di fatto non lavoreremo, perché la gente giustamente sarà attirata dalla festa in piazza Matteotti. Dopo due anni di difficoltà e dieci mesi di chiusura ci si resta male, speriamo che le cose possano prendere una piega diversa».

Meno preoccupato Roberto Del Pasqua, di casa allo Station Pub di via Ricasoli. «Empoli oggi soffre la mancanza di un bacino d’utenza limitrofo. Dal mio punto di vista più eventi ci sono, meglio è – dice chiaro e tondo l’esperto gestore – speriamo che queste iniziative portino gente da fuori. Poi c’è chi ha una posizione più vicina al singolo evento e quindi più flussi rispetto ad altri, ma poi tanto la ruota gira per tutti». «A volte succede che qualcuno venga al pub a fine serata – considera Del Pasqua – quindi è bene aspettare prima di dare giudizi troppo avventati. Ad esempio il 28 maggio con Cristina D’Avena in piazza della Vittoria ci sarà tanta gente anche per i locali vicini, anche se poi magari quelli di Santa Maria non lavorano e potrebbero lamentarsi. Ma bisogna avere pazienza, fare i conti senza l’oste è prematuro».

Di tempo per fare mente locale sulla festa ce n’è, ma non avanza. Con l’auspicio in ogni caso che per Empoli sia un successo.

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