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Empoli, crollano le nascite e chiudono le scuole: in 20 anni quasi duecento figli in meno

Nel 2001 erano venuti alla luce 492 bambini, nel 2021 appena 319. La sindaca: «Abbiamo gli stessi plessi aperti di allora»

EMPOLI. Lo spaventoso crollo delle nascite porta alla chiusura delle scuole. Anche se, precisa la sindaca di Empoli Brenda Barnini, «abbiamo gli stessi plessi aperti del 2001, quando in città erano nati 492 bambini».

L’anno scorso i pargoli venuti alla luce da cittadini residenti sono stati appena 319 (159 femmine e 160 maschi). In vent’anni, 173 piccoli in meno. Una enormità che provoca ripercussioni soprattutto nel mondo della scuola, con il naturale calo delle iscrizioni nelle classi prime e il rischio chiusura per le scuole rimaste orfane di alunni.


Come le materne delle frazioni di Fontanella e Avane che a settembre non riapriranno nonostante la mobilitazione delle famiglie (ne parliamo nell’articolo sotto). Oppure come l’elementare di Ponzano dell’istituto comprensivo Empoli Est, che partirà nel prossimo anno didattico con una sola classe prima anziché due, e con 13 bambini rimasti fuori dalla composizione delle aule e che dovranno trovare altra sistemazione con tutti i disagi che ne conseguono per i genitori.

«Dobbiamo tornare a fare più bambini», ribadisce la sindaca. Che aggiunge: «La riflessione demografica è fondamentale. Chi va al primo anno di scuola materna a settembre prossimo sono i nati nel 2019, che sono 306. Quasi 200 in meno a livello comunale rispetto al 2001. Dobbiamo partire dal numero dei nati nei diversi anni per fare una riflessione. E nonostante questo il Comune ha investito risorse importanti nelle scuole, e proprio negli ultimi due anni nei plessi di Fontanella e Avane. Quale sia l’opinione dell’amministrazione è abbastanza evidente. E ci uniremo alle richieste dei genitori nel chiedere all’Ufficio scolastico regionale il mantenimento delle classi e l’apertura dei plessi». È previsto un incontro nei prossimi giorni con il vecchio Provveditorato agli studi - al quale parteciperà anche la Cgil - proprio per affrontare la questione e trovare delle alternative alle chiusure già annunciate (ed è probabile alle altre che seguiranno).

I numeri non mentono: alcune scuole si avviano verso la chiusura e l’interruzione dell’attività didattica perché non ci sono bambini iscritti, o sono pochi per sostenere l’apertura di un edificio e i suoi costi, e anche lo stipendio di insegnanti e collaboratori scolastici (per questo nella partita si è inserito pure il sindacato). È un de profundis generale, insomma.

Si diceva dei numeri: quindici anni fa, nel 2007, a Empoli sono nati 465 bimbi (209 femmine e 265 maschi), l’anno dopo 479, nel 2009 446, altri 479 nel 2010. Poi comincia il calo: nel 2011 403, nel 2012 erano 427. Dal 2013 le nascite scendono sotto le 400 unità all’anno: 397, poi 366, e ancora 368, 358 nel 2016, per arrivare alle 305 del 2020 (il numero più basso in assoluto) e alle 319 lo scorso anno.

Ci sono anni nella storia recente della città che hanno visto nascere anche più di 500 bambini: nel 2004 (504 pargoli venuti alla luce), nel 2002 (509), poi nel 2000 (521) e ancora nel 1998 (519). Negli anni Ottanta, per intendersi, i nati a Empoli erano ben oltre i 500 e più vicini ai 600 all’anno, negli anni Novanta sempre intorno ai 500 in dodici mesi. Poi la natalità si è ridotta in maniera vistosa. È precipitata. Così le scuole chiudono oppure sono costrette a riorganizzare i propri spazi.

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