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Senza dottore 4.500 pazienti dell'Empolese Valdelsa

Sono tre i medici di famiglia in pensione nel 2022. Non sarà facile sostituirli

EMPOLI. Sono tre sicuri quest’anno, ma potrebbero aggiungersene altri due.

Sono i medici di famiglia che andranno in pensione entro la fine del 2022 nel territorio dell’Empolese Valdelsa. Si tratta di Giovanni Angelucci, che riceve a Cerreto Guidi alla Casa della Salute e all’ambulatorio sulla via Francesca a Stabbia; di Andrea Ciardi, che ha lo studio in via delle Olimpiadi a Empoli; e di Alberto Tubini, che riceve in via Carrucci e in piazza San Rocco, sempre a Empoli, ed è anche medico in servizio al carcere di Sollicciano a Firenze. Tutti e tre i dottori compiranno 70 anni nei prossimi mesi, raggiungendo così l’età massima per la pensione. Angelucci toglierà il camice a luglio, Tubini a fine agosto e Ciardi a settembre. Andranno dunque rimpiazzati.


«Ovviamente sono sempre possibili ulteriori pensionamenti anticipati, ma al momento non abbiamo nessuna richiesta», fa sapere l’Asl Toscana Centro. Nel circondario potrebbero essere altri due i medici di medicina generale intenzionati ad andare in pensione con un certo anticipo (è possibile dai 65 anni di età), entrambi attivi nell’ambito di Empoli città. Sono Roberto Bagnoli, 68 anni, ex presidente del consiglio comunale di Empoli, e Andrea Parri, 69 anni. Non sarà facile sostituire i dottori che termineranno il servizio, anche se per ora l’Empolese Valdelsa non soffre gravi carenze di organico e i massimali dei pazienti sono quasi tutti entro la soglia.

Le convenzioni attive sul territorio sono 111: 36 nell’ambito di Empoli, 12 a Certaldo e altrettante a Castelfiorentino, le realtà più grandi. Poi nove a Vinci, otto a Montelupo, sette a Montespertoli, sei a Cerreto Guidi, cinque a Gambassi e Montaione (che rappresentano un unico ambito di medicina generale) e infine quattro per il paese di Capraia e Limite. La popolazione complessiva nel circondario è di 170.000 abitanti. I pazienti in carico ai medici di famiglia sono però un po’ meno, perché riguardano tutti i cittadini dai 14 anni in su (gli under 14 sono in carico ai pediatri).

Con i tre (forse cinque) pensionamenti di quest’anno la situazione potrebbe comunque mutare in peggio. Questo perché l’Asl ha parecchie difficoltà a sostituire chi cessa il servizio. Vanno di frequente a vuoto i bandi per incarichi di medicina generale a tempo indeterminato e determinato. Altri tentativi sono quelli di reclutare qualunque medico, anche senza specializzazione in medicina generale, o i giovani abilitati alla professione iscritti al corso di specializzazione. Ultima strada è quella di alzare il massimale di ogni dottore ancora in servizio (che può seguire un massimo di 1.800 pazienti), magari “spalmando” su chi rimane le persone orfane del medico di base che va in pensione.

«Per quanto riguarda i massimali, siamo quasi al limite nell’Empolese Valdelsa – dice Luciano Fanciullacci, vice segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale – copriamo le carenze quando ci sono grazie alla medicina di gruppo e agli ambulatori concentrati nelle Case della Salute. Sicuramente nel corso di quest’anno 4.500 pazienti resteranno senza dottore visti i tre pensionamenti previsti, e potrebbero esserci altri colleghi che lasceranno il servizio con qualche anno di anticipo. Questo perché i carichi e le condizioni di lavoro sono sempre più difficili da sopportare per i medici di famiglia, ma è un problema che riguarda tutto il mondo della medicina. Ed è anche per questo che non è facile sostituire chi va in pensione: purtroppo, assistiamo a delle “fughe” dei giovani medici per questa professione», sottolinea Fanciullacci.

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