Morto dopo lite, resta ai domiciliari l’indagato

Ieri il tribunale del riesame ha respinto il ricorso che era stato presentato da Antonino Rizzo



CERTALDO. Per ora resterà agli arresti domiciliari Antonino Rizzo, il quarantacinquenne di Certaldo accusato dell'omicidio preterintenzionale di Graziano Lotti, il cinquantasettenne morto il giorno di Natale all’ospedale fiorentino di Careggi dopo essere stato picchiato durate una lite stradale, avvenuta il 18 dicembre a Certaldo.


Ieri il tribunale del riesame ha respinto il ricorso contro la misura cautelare presentato dal suo difensore, avvocato Cesare Martucci.

Sabato 18 dicembre Lotti era alla guida della sua Punto Rossa quando rimase coinvolto in un incidente con un motocarro Ape. Alla guida un giovane, parente di Rizzo. Tra Lotti e il ragazzo, che a causa dello scontro aveva riportato una ferita alla testa, nacque una lite. Sul posto poco dopo arrivò anche Antonino Rizzo, che durante la discussione avrebbe colpito Lotti, facendolo cadere a terra. Si sarebbe trattato di un forte schiaffo, che avrebbe fatto cadere rovinosamente il cinquantasettenne, facendogli sbattere la testa con violenza contro l’asfalto.

Il malcapitato non si è più ripreso, e le sue condizioni sono peggiorate fino ad arrivare al decesso.

Rizzo durante l’interrogatorio di garanzia ha risposto a tutte le domande del gip, dimostrandosi collaborativo.

Nei giorni scorsi aveva manifestato la volontà di dare un primo e immediato risarcimento alla famiglia di Lotti, ma adesso questa possibilità pare sfumata.

Non potendo lavorare, spiega l’avvocato Cesare Martucci, Rizzo al momento non ha disponibilità per iniziare a risarcire: «A questo fine andare a lavoro era essenziale –afferma l’avvocato Martucci –, perché lui lavora come partita Iva». La decisione di fornire un ristoro alla famiglia della vittima, spiega sempre Martucci, era stata presa del quarantacinquenne “perché aveva sentito un’esigenza morale”.

«Il mio assistito non è un delinquente – ci tiene a sottolineare il difensore –, ha commesso un gesto da cui sono scaturite conseguenze oltre l’immaginabile, sia per lui sia in generale». «Evidentemente – prosegue Martucci – lui non avrebbe mai voluto dare luogo a quello che è successo e quindi a sentito l’esigenza di manifestare questa cosa», ossia la volontà di offrire fin da subito un risarcimento.

A documentare l’aggressione contro Lotti ci sono le immagini riprese da alcune telecamere della zona di viale Fabiani, dove è avvenuto l’incidente stradale all’altezza di una rotonda, e anche alcune testimonianze raccolte dai carabinieri intervenuti sul posto.

In particolare sarebbero state le immagini degli occhi elettronici a rivelarsi decisive nelle indagini condotte dai militari a carico di Rizzo. Quando è stato colpito al volto Lotti stava rientrando a casa dopo essere stato in ospedale.

Il cinquantasettenne, che soffriva di molte patologie, era andato al San Giuseppe per sottoporsi a delle cure.

Il legale di Antonino Rizzo ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione contro la decisione del riesame di respingere la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.

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