Il Covid irrompe a scuola: lezioni a rischio Al Ferraris 200 studenti (su 1.500) in Dad

«Era meglio tornare in presenza a fine mese», dice la preside. Al Pontormo 40 classi hanno almeno un caso positivo

EMPOLI. Al liceo scientifico Pontormo di Empoli in pratica una quarantina di classi su un totale di 67 sono a “mezzo servizio” per colpa del Covid. Significa che hanno almeno un caso positivo confermato tra gli studenti. Nel dettaglio dei numeri: ci sono dodici intere classi costrette alla didattica a distanza, perché gli alunni positivi al coronavirus sono tre; poi altre cinque classi contano tra le proprie fila due scolari contagiati, e dunque metà degli effettivi seguono le lezioni in presenza a scuola, l’altra metà resta a casa in Dad. A livello complessivo, al Pontormo sono una novantina gli studenti finiti in Dad (su 1.500 totali), sei professori e tre bidelli assenti. Sono numeri di un disastro annunciato.

Dice la dirigente scolastica, Filomena Palmesano: «I casi positivi sono tanti, e sono presenti in più della metà delle classi. E i numeri, che sono in continuo aggiornamento, stanno aumentando. L’esplosione c’è stata nell’ultima settimana. È davvero sempre più difficile organizzare la didattica. Quando in una classe c’è un solo caso positivo la situazione è gestibile, e lo stesso vale quando l’intera classe va in didattica a distanza. I problemi maggiori ci sono per le classi che sono metà a scuola e metà a casa: una circostanza meno gestibile, con i professori che sono in grande difficoltà a fare lezione».


Altro scenario: l’istituto tecnico Ferraris Brunelleschi. Alla scuola superiore di via Sanzio, ci sono otto classi in dad (su 87 complessive), ovvero 200 studenti su poco più di 1.500 seguono le lezioni da casa, davanti allo schermo di un computer. E non è proprio la fine del mondo per degli adolescenti rinchiusi in quattro mura. Un’ottantina gli alunni positivi al virus, quattro docenti assenti perché in isolamento o in quarantena, un paio di classi con metà alunni a casa e metà a scuola. Una corsa a ostacoli, in sostanza. «Non è per niente semplice gestire una scuola in queste settimane - afferma la dirigente del Ferraris Brunelleschi, Grazia Mazzoni - con le graduatorie esaurite è difficile trovare sostituti per gli insegnanti assenti, anche se per ora ci siamo riusciti. Inoltre, la mattina ci sostituiamo all’Asl e controlliamo le certificazioni di avvenuta vaccinazione dei ragazzi. Io ero d’accordo su quanto espresso dall’Associazione nazionale presidi: il 10 gennaio la scuola doveva ricominciare in didattica a distanza, almeno per superare il periodo di picco dei contagi. Poi, con la fine del mese, saremmo tornati in classe senza tutti questi problemi».

È per ora meno allarmante la situazione all’istituto Enriques di Castelfiorentino, dove comunque la dirigente scolastica Barbara Degl’Innocenti è tra il personale in quarantena e quindi non può recarsi a scuola. «Abbiamo due classi tutte in dad e altre due a metà, per adesso i numeri non sono drammatici - spiega la preside - abbiamo il 10% degli alunni positivi, 120 su 1.200, e una quindicina di professori assenti su un totale di 150. Per fortuna ancora teniamo e l’organizzazione scolastica non ne ha risentito molto. I problemi maggiori sono sulla procedura farraginosa che dobbiamo seguire, un meccanismo difficile che richiede una persona addetta per tutto il giorno. Non ci sono insomma momenti di tregua».

Le scuole sono in un “frullatore”, i numeri sono in continuo aggiornamento e il Covid ha modificato l’organizzazione e anche il modo di pensare e di agire. Non è facile reggere l’urto.

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