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Due neurochirurghi visiteranno l’invalido di Empoli con i beni sequestrati: si riapre il caso

Andrea Ferrara in una foto di qualche anno fa

Il gip nominerà i periti il 2 febbraio. Andrea Ferrara è accusato di aver percepito indebitamente 114.000 euro dal 2012

EMPOLI. Qualcosa si muove intorno alla vicenda di Andrea Ferrara, il quarantottenne originario di Empoli che lo scorso novembre ha subito il sequestro preventivo di tutti i suoi beni, con l'accusa di aver truffato l'Inps (l’Istituto nazionale di previdenza sociale) fingendosi un falso invalido, e dunque percependo indebitamente l’assegno mensile.

Tra poco più di due settimane, il 2 febbraio prossimo, si terrà davanti al giudice per le indagini preliminari di Firenze, Agnese Di Girolamo, l'udienza per il conferimento dell'incarico ai medici che effettueranno la perizia volta a stabilire le sue effettive condizioni fisiche. Per capire se sia o meno invalido, in sostanza. I risultati saranno poi discussi dalla difesa di Ferrara e dall'accusa in sede di incidente probatorio, atto irripetibile. Il gip ha deciso di nominare due neurochirurghi di Modena: saranno loro a condurre la perizia. Il caso dunque si riapre.


La scelta del giudice di non ricorrere a professionisti locali è dettata dalla necessità di evitare potenziali conflitti di interesse con i colleghi della commissione medica di Firenze, che negli anni hanno vagliato la situazione di Ferrara. «Quello che ci manca - spiega in proposito il difensore di Ferrara, avvocato Valentina Bertini - è un consulente di parte che sia in grado di fare chiarezza su tutte le patologie di cui soffre il signor Ferrara».

Insomma, anche se si confida che i periti nominati dal giudice possano porre fine all'incubo che sta passando il quarantottenne, che si è ritrovato senza sostentamento economico da un giorno all'altro, è innegabile che l'affiancamento di un consulente di parte potrebbe agevolare il lavoro dei periti incaricati dal gip, aiutando a fare luce sulle gravi patologie di cui soffre Ferrara. Al momento però la nomina di un consulente, come richiesto dall’avvocato difensore, appare molto difficile.

Proprio perché i suoi beni sono stati posti sotto sequestro nell'ambito delle attività di indagine, il signor Ferrara infatti non avrebbe le disponibilità economiche per affrontare i costi di una consulenza. L'accusa che gli viene mossa dagli inquirenti fiorentini, che gli contestano di aver percepito indebitamene oltre 114.000 euro fin dal 2012, è quella di aver indotto in errore i medici che lo hanno visitato nel corso del tempo: sfruttando il fatto di soffrire di una patologia potenzialmente suscettibile di determinare incapacità motoria, è l'ipotesi dell'accusa, l'uomo avrebbe finto di non poter camminare di fronte all’esame degli specialisti. In effetti Ferrata nel corso delle indagini è stato visto deambulare.

Quello che però gli investigatori non avrebbero preso in considerazione, è che si tratterebbe di situazioni eccezionali (ovvero la possibilità di camminare) rese possibili dalla pesanti terapie a cui l’uomo si sottopone, circostanze insomma saltuarie che non modificano in alcun modo l'estrema gravità della sua condizione fisica. In effetti, grazie ad iniezioni di morfina e all’utilizzo di cannabis terapeutica, che prende sotto prescrizione medica per alleviare le sofferenze che patisce a causa delle sue patologie, a volte Ferrara è riuscito a vincere i dolori, alzarsi dalla sedia a rotelle sulla quale è costretto e avviarsi a camminare.

Ma - è la tesi della difesa del quarantottenne - si tratta di casi straordinari e legati appunto all'assunzione di massicce dosi di antidolorifici, sostanze che fanno parte del suo percorso di cura, per alleviare le sofferenze patite.

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