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Comune di Empoli, concorso congelato

Una delle sale allestite per un concorso del Comune a Empoli prima del Covid

Problemi su una prova di ammissione, partiti i ricorsi al difensore civico

EMPOLI. Le procedure di ammissione al concorso sono terminate ma la procedura è congelata: la graduatoria degli ammessi non è stata ancora resa nota. Sulle prove fatte gravano alcune contestazioni dei partecipanti, una segnalazione all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), un’altra al ministero della pubblica amministrazione e vari interventi del difensore civico. Che molto chiaramente ha chiesto al Comune di ripetere una prova.

Il problema parte appunto da un quiz, quello di informatica, che è stato ripetuto perché la prima volta tra le tre scelte che poteva fare il candidato non era una sola la risposta giusta ma due. Il test è stato dunque rifatto. Poi, però, la nuova prova è stata sbagliata da 53 concorrenti su 56 che dovevano rifarla. Dunque si contesta il fatto che non ci siano state le condizioni di equità di trattamento per tutti i candidati.


Ora si attendono le decisioni del Comune

Il concorso (da remoto), per sei istruttori amministrativi, è partito a fine luglio. Mille i candidati e dunque l’avvio delle prove con due domande di sbarramento per limitare la presenza di idonei in graduatoria finale.

La gestione del concorso è stata affidata a una ditta esterna. Le prove sono iniziate a ottobre. Per un gruppo di candidati una delle due domande di sbarramento (quella relativa all’informatica) aveva due risposte giuste.

Da qui ci sono state contestazioni da parte di alcuni partecipanti al concorso. Il Comune allora ha deciso di ammettere non solo chi aveva dato la risposta indicata come corretta ma anche chi aveva sbarrato quella non indicata ma comunque giusta nella sostanza.

A questo punto viene presentato un ricorso al difensore civico in particolare da chi aveva scelto la risposta non corretta in assoluto. L’amministrazione ha deciso di continuare cancellando solo la domanda incriminata e facendola ripetere a tutti i candidati del gruppo. Quindi anche a chi aveva risposto correttamente e reintegrando nella prova anche coloro che avevano dato la risposta, delle tre, sbagliata.

La prova è stata ripetuta a fine dicembre: due minuti sempre in modalità online. Il risultato è che 53 candidati su 56 hanno dato una risposta sbagliata.

Da qui le proteste della gran parte dei concorrenti che ora non sono stati ammessi alla graduatoria. Tra l’altro molti di loro la prima volta avevano dato una risposta giusta e ora si trovano fuori dalla graduatoria.

L’amministrazione comunale non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in attesa di sviluppi nei prossimi giorni.

A quanto è stato ricostruito, per l’ente non ci sarebbero irregolarità e per la ditta incaricata del concorso la procedura applicata sarebbe corretta.

Ma intanto la graduatoria non è stata pubblicata. Dal canto sui il difensore civico, Sandro Vannini, aveva informato il Comune che numerosi partecipanti, già in graduatoria, avevano chiesto il suo intervento perché obbligati a sostenere di nuovo una prova che avevano già superato. «Se la ripetizione della prova non dovesse essere da loro superata – aveva detto il difensore – questi candidati verrebbero esclusi, per causa a loro non imputabile, dalla graduatoria, nella quale sono presenti per posizione consolidata acquisita avendo già superato tutte le prove e conseguito il punteggio previsto. In buona sostanza, essi chiedono di essere esentati dalla ripetizione della prova, alla quale far partecipare unicamente coloro che hanno dato a suo tempo la risposta indubbiamente errata». Ma l’amministrazione non era stata di questo avviso e aveva fatto rifare la prova a tutti.

Poi dopo la prova fallita dai 53 concorrenti su 56 il nuovo intervento del difensore civico: «Il fatto che quasi tutti abbiano sbagliato la risposta fa sorgere quantomeno il dubbio che nei quiz somministrati durante la ripetizione della prova si siano verificate ulteriori criticità – ha spiegato – Ci è quindi doveroso chiedere al Comune di considerare soluzioni per il ripristino della parità di trattamento tra candidati compresa la eventualità di ripetere l'intera procedura».

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