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Multe in arrivo per i camion troppo pesanti che attraversano il ponte di Marcignana

I lavori sul ponte di Marcignana a ottobre

Partito uno studio di fattibilità per l’installazione di un sistema di rilevamento che “riconosca” quelli con massa eccedente

EMPOLI. Il ponte di Marcignana sarà monitorato con un sistema di rilevamento delle infrazioni per evitare il transito dei mezzi pesanti. In questi giorni è partito lo studio di fattibilità per l’installazione di un apposito impianto che permetterà di passare al setaccio i veicoli che attraversano il ponte e di sanzionare coloro che non sono in regola, cioè quelli con «massa eccedente rispetto ai limiti».

L’ultimo capitolo che riguarda il ponte della Motta, interessato negli ultimi tre anni da una lunga serie di interventi di messa in sicurezza, è stato aperto proprio in questi giorni, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. La Città metropolitana, infatti, ha affidato l’incarico di svolgere lo studio di fattibilità per l’istallazione di un impianto elettronico in grado di rilevare le infrazioni legate alla massa dei veicoli. Sull’infrastruttura, infatti, è stato il posto il divieto di transito ai mezzi con peso superiore a 3,5 tonnellate e ingombro della sagoma maggiore di 2,6 metri di larghezza e di 2,7 metri di altezza.


Una misura decisa in seguito ai lavori di consolidamento che hanno interessato l’infrastruttura negli ultimi anni. Sarà il raggruppamento temporaneo di professionisti Smart Engineering di Pisa, a cui si affiancheranno gli ingegneri Giuseppe Lorenzo e Lavinia Pistonesi e la Hydrogena Vision di Firenze, a svolgere lo studio che dovrà essere completato entro l’inizio di febbraio prossimo e che porterà nel corso del 2022 a dotare il ponte di una tecnologia capace di contrastare le irregolarità. Una struttura che ha vissuto un lungo calvario, iniziato negli ultimi mesi del 2018 e terminato poco più di un mese fa, quando il traffico è stato riaperto su entrambe le carreggiate.

Tra novembre e dicembre di tre anni fa, in seguito alla tragedia del ponte Morandi di Genova, anche il ponte della Motta rientrò nelle opere soggette ai controlli di stabilità. Emerse subito la fragilità della struttura che collega le frazioni di Marcignana e Bassa. E a quel punto scattò un piano di messa in sicurezza, che partì a distanza di pochi giorni. A gennaio 2019 veniva disposta la prima chiusura e da allora il traffico non è più tornato regolare. Al primo intervento preliminare di messa in sicurezza, ne seguì uno di consolidamento della spalla sulla riva sinistra del ponte. Poi la riapertura a senso alternato. Per tornare presto alla chiusura per permettere di realizzare la seconda fase dei lavori, che prevedevano lo spostamento dei servizi di rete, il consolidamento di alcune travi e il completamento degli impianti. Quindi una nuova chiusura per terminare il tratto di pista ciclabile che passa sotto al cavalcavia. Poi la riapertura parziale, fino ad arrivare all’inizio di ottobre scorso all’ultima chiusura per permettere il completamento definitivo dell’intervento e poter riattivare il transito alla fine del mese. Il sistema di rilevamento e sanzionamento delle infrazioni permetterà di scongiurare anche la soluzione inizialmente messa in campo di installare un portale per impedire ai mezzi pesanti di transitare. Una soluzione che avrebbe complicato il passaggio anche dei veicoli di grandi dimensioni che sono esclusi dal divieto, come autobus del trasporto pubblico locale e mezzi di soccorso. E che aveva trovato una accesa opposizione da parte dei residenti.

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