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Quella voglia matta di smettere di fumare. «Noi qui li aiutiamo»

A Empoli c'è un centro pubblico che aiuta i fumatori a smettere. "Ma con la pandemia lo stress è aumentato, vengono meno persone"

EMPOLI. Una media di 50 persone a corso – anzi, percorso – quelle che incontra il dottor Stefano Scuotto al Centro antifumo di Empoli, ormai dal 1999. Ma con il lockdown e la pandemia, ecco arrivare la flessione: nonostante la patologia più preoccupante dovuta la Covid sia proprio relativa alle vie respiratorie, in pochi sono stati spinti dalla paura e si sono rivolti al centro.

«Le situazioni di forte stress non inducono a smettere – dice Scuotto – e non è un caso che le sigarette non siano mai mancate, come invece è successo per il lievito o altri prodotti alimentari che scarseggiavano. Anche l'alcool non è mai mancato nei supermercati, ma di quello c'è una produzione alta».



Spiega Scuotto, che conduce i percorsi collettivi e individuali al Serd di Empoli: basta una telefonata, un appuntamento per il primo colloquio e a chi decide di smettere di fumare vengono fatte due proposte: la prima, individuale, di 7 colloqui, la seconda di gruppo, con 11 incontri settimanali. «Il metodo è sempre lo stesso – dice – solo che nel gruppo vengono condivise le sensazioni, le crisi, escono fuori anche lati caratteriali che le persone non si immaginano nemmeno. La nicotina è paragonabile alla cocaina, può aumentare l'aggressività se si smette».

Un percorso che difficilmente si riesce a portare a termine con i metodi fai da te o con strumenti che negli ultimi hanno hanno «dato forse l'illusione di poter smettere da soli». È il caso delle sigarette elettroniche e di quelle a bassa combustione: «Ancora non esistono studi scientifici sulle conseguenze dello 'svapo', alla fine si immettono nel corpo sostanze che provengono da una combustione, o di liquido o di tabacco. Con le sigarette elettroniche inoltre c'è un meccanismo di tiro continuo, spesso si assume più nicotina con quelle che con le sigarette normali. Negli ultimi 5 anni c'è stato un crollo delle elettroniche, perché molti avevano l'illusione di smettere con quelle».

Ma anche con gli altri metodi non va certo meglio: per chi fuma il tabacco, ci può essere una diminuzione del numero di sigarette fumate, ma «per la fatica di farsele da soli, poi si diventa abili e comunque liberano sostanze dannose», per chi si è dato alle macchinette a bassa combustione «non si tende ad aumentare il numero, si bruciano lo stesso sostanze, ma almeno è più latente la possibilità di fumare, perché deve intercorrere un certo tempo tra l'una e l'altra».

Nel percorso proposto dal Serd, sono previste anche terapie farmacologiche: «All'inizio si cerca di diminuire la dose tramite un metodo specifico che viene spiegato al Centro, e c'è da fissare la data del vero e proprio stop al fumo, poi ci sono due mesi di consolidamento, che può avvenire anche coni farmaci per combattere l'astinenza. Sono 'il metadone dei fumatori', i classici cerotti, le gomme o le compresse, che possono essere assunte anche in autonomia, ma ne ho visti pochi smettere da soli. Si può chiedere aiuto al proprio medico di famiglia, al farmacista» oppure al Serd, al numero 0571 878360 (dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 17, il venerdì dalle 8 alle 16).