Coniugi uccisi e fatti a pezzi, rinviata a giudizio l'ex nuora

Elona Kalesha

Il processo a Elona Kalesha inizierà il 15 febbraio a Firenze. All'origine del duplice omicidio ci sarebbe la volontà di impedire che gli ex suoceri rivelassero al figlio che la donna custodiva un segreto

EMPOLI. Il gup di Firenze ha disposto il rinvio a giudizio di Elona Kalesha, la donna albanese di 36 anni accusata di aver ucciso i coniugi Shpetim e Teuta Pasho, scomparsi nel novembre del 2015 e i cui resti sono stati ritrovati nel dicembre del 2020 in alcune valigie abbandonate in un terreno alla periferia del capoluogo toscano, accanto al carcere di Sollicciano. La donna, difesa dagli avvocati Federico Febbo e Costanza Malerba, è imputata per il reato di omicidio volontario. In base alle indagini condotte dai carabinieri e dirette dal pm Ornella Galeotti, la donna, ex fidanzata del figlio dei coniugi Pasho, li avrebbe uccisi per impedire che rivelassero che lei aspettava un bambino da un altro uomo. La prima udienza del processo è fissata per il 15 febbraio 2022.

L'ex fidanzato di Elona Kalesha e figlio delle due vittime, Taulant Pasho, si è costituito parte civile nel processo che inizierà a febbraio. Taulant era stato anche indagato per questo duplice omicidio e la sua posizione è stata poi archiviata dalla Procura. Secondo l'accusa, il figlio dei coniugi albanesi uccisi e fatti a pezzi, era detenuto quando sarebbe avvenuto il duplice omicidio, che la procura colloca la sera precedente alla sua liberazione, cioè il 1° novembre 2015. Il delitto sarebbe avvenuto in un appartamento a Firenze che Kalesha aveva affittato a suo nome durante il periodo in cui i coniugi Pasho erano arrivati dell'Albania per far visita al figlio in occasione della sua scarcerazione. Le valigie contenenti i resti sono state invece ritrovate nel dicembre dell'anno scorso in un terreno vicino al carcere di Sollicciano.