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Due donne al comando e l’azienda di Ponte a Elsa vola. Dieci assunzioni in vista alla Antonini

Una parte dei lavoratori dell’azienda al momento in cui è stata festeggiata la macchina numero duemila

Empoli, festa per la macchina numero duemila immatricolata dalla fondazione nel 1946: la metà dei pezzi negli ultimi 13 anni

EMPOLI. Si sono ritrovate alla guida dell’azienda di famiglia quasi di colpo, e in 10 anni hanno raddoppiato la produzione. L’Antonini di Ponte a Elsa ha raggiunto infatti pochi giorni fa, il traguardo dei 2000 macchinari immatricolati: «Nel 2008 avevamo fatto la millesima – racconta Barbara Antonini, amministratore delegato dell’azienda, con la cugina Francesca – poi mio padre e mio zio hanno dovuto lasciare e siamo subentrate noi. In 10 anni, 1000 macchine». Un bel modo per dimostrare a tutti le loro capacità imprenditoriali. «Lavoriamo al 95% con l’export in 83 paesi del mondo». Un’azienda che ora sta cercando dieci nuove unità e che ha preso davvero il volo grazie a queste due imprenditrici che ci hanno visto lungo e bene: «Non è stato facile, all’inizio non ci davano fiducia. Ci siamo dovute guadagnare la credibilità perché siamo donne, perché l'azienda esiste dal 1946-47, l’ha fondata mio nonno Fosco Antonini, poi abbiamo iniziato a fare i macchinari negli anni Ottanta. Noi siamo cresciute in questa azienda, ma essendo donne dobbiamo sempre dimostrare anche qualcosa di più degli altri». I macchinari prodotti dall’Antonini srl servono per la cottura e il decoro del vetro cavo, soprattutto per le bottiglie: infatti esportano molto in Messico per la birra Corona e nei paesi della ex Unione sovietica per la vodka, ma anche per la profumeria francese. Le bottiglie per esempio, devono fare tre passaggi prima di essere pronte, in tre macchinari diversi. «Negli ultimi due anni c'è stata un’esplosione della Corona, abbiano notato un forte aumento della produzione, infatti iniziamo a pensare che ci mancano gli spazi, oltre a qualche unità di personale». «L’ultimo macchinario però è andato in Canada – dice Antonini – lavoriamo tantissimo con l’estero. Io sono cresciuta con mio padre che girava il mondo, questo mi ha aperto la mente. La mia famiglia ha tuttora un’amicizia con dei clienti iraniani che sono anche stati qua, li abbiamo conosciuti. Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con culture diverse».

Babbo Cesare Antonini e lo zio Massimo infatti negli anni Settanta giravano il mondo per la manutenzione delle macchine, arrivando fino in Thailandia, Malesia, Taiwan, «e anche adesso abbiamo una squadra h24 pronta a partire sempre. Abbiamo sempre garantito l’assistenza entro 48 ore dalla chiamata, ci ha rallentato solo il Covid, perché è diventato più difficile e lungo il viaggio».


Rallentamenti che si verificano anche sulle materie prime, come sta accadendo a varie aziende anche del territorio. «Noi abbiamo problemi soprattutto per l’acciaio, perché i prezzi sono aumentati vertiginosamente, e non ci sono nemmeno più fiere di settore, il che non ci permette di confrontarci con i produttori esteri». La terza generazione dell’Antonini tutta al femminile adesso si gode questo traguardo delle 2000 macchine, senza dimenticare i 110 dipendenti della ditta, ai quali le titolari rivolgono un grande grazie.

Come candidarsi: ecco i profili ricercati per la produzione

La Antonini srl cerca almeno una decina di persone da inserire nel proprio staff di produzione. Tra i requisiti è richiesto il diploma. L’azienda infatti ha anche una squadra per le emergenze per garantire l’assistenza entro le 48 ore dalla chiamata. Sono gli stessi che poi vengono inviati all’estero per il montaggio dei macchinari che vengono spediti da assemblare. I componenti di questa squadra sono "l’immagine della ditta all’estero", e quindi è importante la conoscenza dell’inglese. «Anche per la linea di produzione, perché - dice Barbara Antonini, amministratore delegato - capita che ci mandino disegni da seguire per la produzione che sono in inglese, e bisogna che si sappiano seguire». Il contratto che viene proposto è il terzo livello metalmeccanici, «ma è un lavoro duro, faticoso, spesso non riusciamo a trovare operai». La ditta sta anche pensando di espandersi: dopo aver acquistato un secondo capannone nella zona industriale di Vinci, a Mercatale, la Antonini probabilmente cercherà anche un magazzino per l’approvvigionamento e lo stoccaggio delle materie prime, per non dover fermare la produzione a causa della mancanza di materiali. Per chi ritenesse di possedere i requisiti richiesti per i profili cercati si può inviare le domande all’indirizzo mail amm@antoninisrl.com, all’attenzione del responsabile delle risorse umane, Maurizio Vignozzi.

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