Contenuto riservato agli abbonati

Alunno assente? L’educatore non riscuote. Perse oltre quattromila ore da 70 lavoratori

Grazie a un’intesa tra sindacato e Comune decisa la restituzione agli addetti della metà dei soldi che non hanno ricevuto

EMPOLI. L’alunno è assente? E allora l’educatore non riscuote. Questa è l’ennesima stortura che devono subire i lavoratori dei servizi in appalto. Ora però c’è una novità all’orizzonte. Partirà da gennaio e permetterà a circa settanta educatori in appalto nei servizi scolastici del Comune di Empoli di recuperare la metà della retribuzione persa a causa delle assenze involontarie. Il progetto “Scuola Più” è frutto di un lavoro di contrattazione tra forze sindacali e amministrazione, che appalta il servizio di supporto agli studenti con disabilità nelle scuole empolesi di ogni ordine e grado. Gli operatori impegnati in questo servizio - per il quale da poco è stato rinnovato l’incarico alla cooperativa Geos - finora perdevano interamente le ore, e la relativa retribuzione, in caso di assenza degli studenti assistiti. Da gennaio, invece, il Comune coprirà la metà del costo delle ore perse, permettendo ai lavoratori e agli studenti di avere una continuità di servizio. L’ultimo incontro tra le parti è andato in scena pochi giorni fa e ha di fatto definito gli ultimi dettagli del piano in partenza dall’inizio del prossimo anno. «Si tratta del risultato di una contrattazione d’anticipo iniziata da oltre un anno con il Comune – spiega Paolo Grasso della Funzione Pubblica Cgil – da poche settimane l’appalto è stato rinnovato per altri tre anni e adesso i lavoratori potranno contare su maggiori garanzie. Ogni anno, infatti, vengono perse in media 4.500 ore di lavoro a causa di assenze involontarie: uno studente assistito si ammala e il servizio si interrompe, lasciando a casa l’operatore che così non riscuote. Con questo progetto, che vede l’ente appaltatore (il Comune, nda) farsi carico dei costi, si garantisce che la metà di quelle ore venga recuperata aumentando di fatto la retribuzione dell’educatore e migliorando la qualità del servizio stesso». Gli operatori, infatti, in questi casi saranno reimpiegati in attività di continuità didattica per gli studenti assenti, ma anche nel supporto alla classe di riferimento per la gestione della disabilità. Lavoreranno, ad esempio, sui compiti da assegnare ai ragazzi assistiti con i docenti e con gli insegnanti di sostegno. E contestualmente forniranno un aiuto anche ai compagni di classe, sia a livello didattico, sia a livello di gestione.

«Questo progetto garantisce una maggiore continuità e migliora la qualità educativa dei servizi -– afferma Giulia Genassi, rappresentante sindacale Cgil degli educatori che lavorano nei servizi scolastici in appalto – è un passo in avanti importante, specie in un momento nel quale la scuola si trova a fronteggiare situazioni di criticità crescente. Le educatrici e gli educatori avranno la possibilità di svolgere un lavoro continuativo non solo con i ragazzi assistiti, ma con tutti gli studenti della classe. E allo stesso tempo avranno una maggiore tutela in termini di retribuzione, dal momento che finora le ore di assenza involontaria venivano interamente perse». La contrattazione tra sindacato e Comune è partita all’inizio dello scorso anno per arrivare ad integrare risorse e servizi in un appalto importante, che coinvolge nel complesso una settantina di lavoratori all’interno delle scuole: dall’infanzia alle primarie, dalle medie inferiori a quelle superiori su tutto il territorio comunale. Per quanto riguarda questo anno scolastico, da gennaio a giugno si calcola di recuperare circa 1.400 ore di servizio, cioè venti ore in media per ogni educatore. Ma dagli anni successivi saranno 2.300 circa - la metà del totale delle ore perse per assenza involontaria - che corrispondono a oltre trenta ore per ogni operatore.


© RIPRODUZIONE RISERVATA