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«Chiudo il locale. Anzi no, lo raddoppio»: lo scherzo geniale dello chef che cresce

Da sinistra David Lopardo, Giovanni Avano, Andrea Pilo, Alessio Sabatini di fronte al locale

Giovanni Avano del ristorante “20 posti” ha tratto in inganno i clienti con la “complicità” di un’agenzia di comunicazione 

EMPOLI. «Chiudiamo, anzi no: ampliamo il locale». Con un’operazione da “psicologia inversa” il ristorante 20 posti di Empoli ha tratto in inganno i propri affezionati clienti, complici i social network e lo staff marketing di “A tutto tondo”. Prima un post in cui annunciavano la chiusura con tanto di commenti di affranti clienti e amici, poi il giorno dopo lo svelamento dello scherzo, e l’annuncio dell’ampliamento del locale con apertura fissata prima di Natale. Una provocazione - che quattro ragazzi under 30 si possono permettere - «per scavalcare le sponsorizzazioni dei social – racconta David Lopardo, di “A tutto tondo” – ci siamo spinti un po’ al limite, ma altrimenti sarebbe stato un annuncio di apertura come tanti. Per qualcuno è stato eccessivo, per altri geniale». Prima hanno scritto sui social «il locale chiude». Poi il giorno dopo: «Scusate ma il nostro grafico si era dimenticato un pezzo... il locale chiude il contratto per l’apertura di un nuovo locale».

Per programmare un messaggio così provocatorio c’è sicuramente bisogno di una grande intesa tra l’imprenditore, in questo caso lo chef Giovanni Avano, 25 anni, e l’ufficio marketing (David Lo Pardo, Andrea Pilo e Alessio Sabatini). Infatti i ragazzi sono amici fin dall’infanzia e la fiducia non manca. Prima vicini di casa, poi alla stessa scuola, nonostante indirizzi diversi, all’Enriques di Castelfiorentino, dove Avano frequentava l’alberghiero e gli altri grafico pubblicitario. «Quando Giovanni ha deciso di aprire il ristorante noi avevano aperto da poco l’agenzia, siamo partiti insieme, abbiamo sposato questa sua idea forse un po’ folle», dicono i tre. Un po’ folle perché Avano ha scelto di proporre «un’esperienza un percorso, che non è solo mangiare. Siamo gli unici – racconta – ad avere anche una carta dei caffè. E nonostante tanti mi dicessero che aprire un locale così a Empoli non era la scelta giusta, sono andato avanti. E tra poco potrò ampliare anche il locale». In via delle Murina, accanto al Museo del vetro, fervono i preparativi della nuova sala, che sarà collegata al ristorante originario buttando giù un muro. «Sarà una sala più privata, più intima, ma – spiega Avano – ci sarà anche un bancone bar particolare, con 4 posti in cui si potrà consumare, come accade all’estero. Già adesso abbiamo una scelta di 50 distillati unica in zona e il bancone sarà un passaggio del percorso esperenziale che proporremo». Il ristorante si appresta anche a assumere altre due persone, oltre allo staff già presente (5 persone in cucina e due in sala), ed è sopravvissuto alla pandemia e alle chiusure con l’asporto. «Abbiamo portato panini ovunque, sembrava che ci volessero quasi sfidare, per vedere fin dove saremmo arrivati – dice Avano – Abbiamo consegnato 10mila panini, anche grazie a Birindelli auto che ci ha messo a disposizione una macchina durante la zona rossa». Una scelta che ha pagato evidentemente anche in termini di fidelizzazione dei clienti, che sui social si sono infatti scatenati all’annuncio (falso) di chiusura: «Mi hanno chiamato in 10 per propormi un posto di lavoro – dice il giovane chef – e allora ho svelato che era solo uno scherzo. Qualcuno ci è rimasto male, altri si sono complimentati». Adesso c’è da portare a termine la sfida: «Aprire prima di Natale per sfruttare anche gli allestimenti del centro storico”. Sfida difficile, dato che il nuovo locale è ancora un cantiere. Ma da dei giovani intraprendenti e provocatori, c'è da aspettarsi questo e altro.


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