I No Keu e l’incontro con Giani: «Le promesse non ci bastano»

Il comitato ribadisce al presidente della Regione le sette richieste: «Un passo in avanti, ma non possiamo accontentarci delle rassicurazioni» 

Empoli. È contenuta in sette punti la richiesta avanzata dai residenti che fanno parte dell’Assemblea permanente No Keu, ad Eugenio Giani. Proprio il presidente regionale lunedì sera li ha incontrati assieme alla sindaca Barnini e si è impegnato «a mettere in campo le bonifiche necessarie per rendere sicuro il territorio a tutela della salute della popolazione».

Una presa di posizione della quale «prendiamo atto - spiegano dall’assemblea, costituita dagli stessi residenti assieme a organizzazioni politiche e sociali del territorio, attraverso i portavoce Samuela Marconcini e Paolo Gaccione - tuttavia non possiamo accontentarci delle rassicurazioni. Il “caso Keu” non riguarda solo i residenti della 429 e non può essere approcciato come una questione privatistica e personale, ma come una questione pubblica che interessa tutti coloro che vivono sul territorio».


Durante l’incontro, che si è svolto a porte chiuse per volontà dello stesso presidente Giani e alla presenza di due famiglie nell’abitazione di una di loro, i residenti hanno presentato un documento in cui erano contenute sette richieste. In particolare, la realizzazione in tempi rapidi dell’acquedotto per allacciare le abitazioni di via Pian Grande che ne sono sprovviste, controlli trimestrali su tutti i pozzi dell’area a rischio fino al termine della bonifica, l’estensione delle verifiche su tutto il rilevato stradale dei lotti IV, V e VI, un piano di caratterizzazione del sito inquinato e carotaggi sull’intera stratificazione del rilevato, la bonifica completa e permanente del sito con il ripristino delle condizioni pre-illecito con la contestuale rimozione totale del materiale inquinante. Infine i residenti chiedono una maggiore trasparenza e nella fattispecie che le amministrazioni pubbliche riservino una speciale sezione dedicata all’emergenza Keu sui loro siti istituzionali attraverso la quale veicolare le informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti e dei lavori.

Richieste precise e puntuali, che tuttavia rappresentano solo una parte delle rivendicazioni avanzate dall’assemblea permanente No Keu. «In questi mesi – vanno avanti – abbiamo portato avanti una mobilitazione che ha avuto un duplice scopo: vigilare sulla messa in sicurezza dell’area e sulla salute degli abitanti e portare all’attenzione di tutta la popolazione le problematiche sistemiche del modello di gestione dei servizi pubblici di cui la Toscana, e la nostra zona, assume e riproduce da decenni. Le indagini della magistratura stanno delineando contorni sempre più inquietanti dal punto di vista degli illeciti, ma anche della commistione tra interessi economici organizzati e decisioni politiche degli enti locali a più livelli».

Insomma, l’impegno delle amministrazioni è accolta con favore, ma nessuno sconto. «La nostra non è una battaglia di cortile e non ci basta che il rischio per la salute sia scongiurato dai nostri luoghi: noi vogliamo che non ci sia più la possibilità in qualsiasi luogo di anteporre alla salute delle persone il profitto (politico o economico) di pochi». E per questo «restiamo oggi più che mai vigili e attenti ai passi che saranno compiuti d’ora in avanti, pronti alla mobilitazione e senz’altro non disposti a far sì che quanto è accaduto si disperda e venga silenziato e neutralizzato con l’avvicendarsi della cronaca politica».