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Duemila chilometri dell’inglese Tim per tifare azzurro a Salerno e Empoli

Tim Bacon ieri pomeriggio di fronte allo stadio Castellani per seguire gli azzurri

Il suo è un amore nato dopo aver fatto una vacanza in Italia.  «È simile alla squadra della mia città, con una buona scuola»  

EMPOLI. È arrivato da Southempton per seguire l’Empoli, a oltre duemila chilometri di distanza da casa sua. Prima a Salerno, per la sfida contro la Salernitana, poi ieri nella città azzurra, per la gara contro l’Inter.

È Tim Bacon, 33enne, capelli biondi e occhi chiari, pelle bianchissima, accento spiccatamente del sud dell’Inghilterra, eppure tifoso sfegatato dell’Empoli Fc, tanto da seguire la sua squadra del cuore anche in trasferta.


«È stata l’occasione per una vacanza nella costiera amalfitana – racconta davanti allo stadio Castellani – sono ripartito stamattina (ieri mattina, ndr) e ho guidato sette ore per essere qui in tempo».

Un rapido passaggio in hotel, per lasciare la valigia e rinfrescarsi un po’, e poi di corsa allo stadio, per vedere giocare i suoi beniamini. «Ricci, Samuele Ricci è uno dei miei favoriti, diventerà uno dei migliori giocatori, è un grande talento italiano» dice.

I giocatori non è mai riuscito a conoscerli di persona, a parte uno: «Ho incontrato Liam Henderson a Salerno, l’unico giocatore scozzese, così di sfuggita, e mi ha dato la sciarpa, ma gli altri non li ho mai incontrati».

Una passione curiosa quella coltivata da Tim, nata durante un viaggio con i genitori qualche anno fa. «La mia passione per l’Empoli è iniziata quando i miei genitori ci portarono in Garfagnana, e scoprii il calcio, e le squadre che giocavano qui, come la Fiorentina. Ma – sottolinea Tim – l’Empoli è più simile alla squadra della mia città, assomiglia a una squadra inglese, ha una buona scuola calcio, da cui sono usciti molti grandi giocatori. Delle scorse stagioni ricordo Saudati, Luca Saudati, Big Mac Maccarone, e ora seguo le nuove leve».

Infatti Tim è molto informato anche sulla Primavera, che sta disputando la Champions di categoria: «Devono crederci, credere che possono farcela, sono molto contento che facciano questa competizione. Secondo me – si lascia andare a qualche consiglio – ci sono giocatori da serie A, che dovrebbero stare qui per più stagioni, non per un fine settimana, ma si sa che poi c’è il profitto, alla fine il calco è un business».

La prima volta che Tim è venuto in Italia aveva 14 anni, e durante quella vacanza si è innamorato dell’Empoli, amore condiviso con il padre: «Mi dispiace solo che adesso devo venire per conto mio, da solo, perché mio padre ha subito un’operazione al ginocchio, non è potuto venire sennò sarebbe qui con me perché anche lui è un grande tifoso dell’Empoli», racconta. Tim non gioca più a calcio: «Ci ho provato fino a 15-16 anni, poi ho smesso, ma non sono mai arrivato a buoni livelli. Ora gioco a cricket» dice ridendo.

Risate che si fanno anche i suoi amici ogni tanto, che considerano questa sua passione “molto strana” e che non lo accompagnano «perché preferiscono stare un fine settimana al mare. Io ho passato un paio di giorni bellissimi in costiera amalfitana, ma poi ho preso la macchina e ho guidato sette ore, loro non lo farebbero».

L’inglese e biondissimo Tim Bacon ha le idee molto chiare anche su chi saranno i prossimi campioni dell’Empoli: “Il mio preferito di oggi e Ricci, Samuele ricci, diventerà un grande talento. E poi Luperto, Sebastiano, mi ha molto impressionato anche a centrocampo, l’ho visto giocare a Salerno».

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