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Scuolabus e rischio di sciopero: la Cgil chiede un protocollo

Appello del sindacato al Comune di Empoli dopo il caso degli autisti dell’azienda in appalto rimasti senza retribuzione: «Occorre garantire anche i diritti dei lavoratori»


EMPOLI. «Anche grazie alla nostra richiesta, il Comune di Empoli ha riavviato il normale servizio di trasporto scolastico, interrotto nella settimana precedente, garantendo appunto il servizio per le famiglie e la continuità lavorativa delle persone operanti nell’appalto».

I sindacalisti della Funzione pubblica Cgil dell’Empolese Valdelsa tornano sulla vicenda della sospensione del servizio di trasporto scolastico da parte del Comune di Empoli dopo la proclamazione di uno sciopero da parte della Fisi (Federazione italiana sindacati intercategoriali) dal 15 al 20 ottobre sia nel settore privato che in quello pubblico per protestare contro la gestione della pandemia da parte del governo. Una sospensione che inizialmente sarebbe dovuta durare per sei giorni, cioè per l’intera durata dello sciopero, ma che poi è stata ridotta in seguito alle segnalazioni da parte della Cgil.

Il Comune – che ha da poco rinnovato l’appalto per il servizio di trasporto scolastico affidandolo al consorzio cooperativo pugliese Re Manfredi – aveva deciso di sospendere il servizio per tutto il periodo, come solitamente viene fatto in caso di sciopero. Solo che, essendo appunto il trasporto in appalto, tutti i venti autisti in forza alla cooperativa sono rimasti senza retribuzione. E le famiglie sono state obbligate a organizzarsi in autonomia per portare i figli a scuola.

Peraltro lo sciopero indetto dalla Fisi era stato oggetto di diffida da parte della commissione di garanzia, che aveva intimato la revoca per alcune accertate irregolarità. Ma le ricadute ci sono state.

Per questo la Cgil di zona chiede maggiori garanzie sugli appalti pubblici banditi dagli enti locali. «Da tempo – spiega – poniamo agli enti committenti di servizi in appalto, a partire dal Comune di Empoli, la richiesta di esercitare una responsabilità sociale sui propri appalti, per non scaricare costi e rischi sui lavoratori. Caso emblematiche sono la sospensioni dei servizi in appalto legate a interruzioni delle attività scolastiche, che durante l’anno possano ripetersi per più volte. Il riavvio entro i termini è a nostro avviso un primo elemento di attenzione, insieme alla disponibilità a trovare soluzione alla continuità retributiva».

Un elemento che, tuttavia, non esclude nuovi disagi per i lavoratori degli appalti, del Comune e non solo. Per questo la richiesta della Fp Cgil è di arrivare alla sottoscrizione di un accordo in grado di definire termini più precisi che tutelino chi lavora all’interno di questi servizi: «Chiediamo di definire un vero e proprio protocollo – precisano – che permetta di garantire i servizi per i cittadini e i diritti dei lavoratori».

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