Da quattro macellerie nel centro del paese al salumificio in 50 anni di lavoro

I ricordi delle famiglia Gelli: la partenza con l’aiuto dei parenti, l’alluvione del 1966 che distrusse tutto e il nuovo inizio 

CERTALDO. Salumi Gelli, una storia d’amore con il territorio certaldese che taglierà il traguardo dei cinquanta anni il prossimo novembre, quando si terrà internamente all’azienda un evento celebrativo alla presenza di amici, dipendenti ed istituzioni. Giampiero e Franco Gelli sono i nomi e cognomi dei proprietari di una azienda che ha segnato più di una generazione e che oggi, con 20 dipendenti, affronta il periodo successivo al Covid 19 con tanta voglia di farsi distinguere per il suo rapporto con la comunità. L’azienda ha sede in piena campagna, a due passi dalla frazione di Sciano, ma prima di sorgere in questo storico capannone, inaugurato nel 1971, occorre fare un passo indietro e scendere a valle, a Certaldo, da dove tutto è cominciato. La famiglia Gelli possedeva quattro macellerie in paese che sono state aperte gradualmente nel corso degli anni: 1953, 1959, 1965 e 1962. Queste le tappe temporali di questo percorso con le macellerie dislocate in via Romana, via De Amicis e due negozi in via Felice Cavallotti.

La prima macelleria venne aperta con un prestito che gli stessi familiari concessero a Giampiero e Franco. Un prestito che nel corso del tempo è stato abbondantemente ripagato, scrivendo una pagina di storia delle aziende più longeve di Certaldo.


Nel 1966 arrivò l’alluvione che spazzò via sogni e speranze. Allora Giampiero e Franco, fratelli dalla stessa visione imprenditoriale, decisero di insediarsi in collina: «Così la piena non ci poteva più distruggere» spiega Giampiero, 89 anni, che sorride ricordando quei tempi. Decisero di avvicinarsi alla zona di Sciano e nel 1968 comprarono da un contadino questo terreno. All’inizio vi fu qualche dubbio sull’avvio dell’attività in quel luogo da parte allora sindaco Marcello Masini. Ma alla fine il permesso arrivò. Nel 1969, grazie alla collaborazione di un amico e compagno di banco alle elementari di Giampiero, il geometra Tani, i lavori furono avviati e nel 1971, a novembre, furono macellati i primi maiali. Il primo cliente proveniva da Cecina, la norcineria di Celestino Biondi.

Il racconto di una delle figlie, Paola: «Giravamo molto per il territorio ed io facevo compagnia a mio padre che andava con il camioncino a portare il maiale fresco. E in quei viaggi parlavo molto». Nel frattempo, complice la crescita di “Gelli Salumi”, le macellerie furono gradualmente chiuse e nel 1977 tutta l’attività venne raggruppata in un unico capannone.

Nel 1991 è cominciato il processo di conversione e ristrutturazione dell’azienda che si è concluso nel 2000: da una parte è stata conclusa l’adeguamento del repartro macellazione per potersi adeguare alle normative della comunità europea, dall’altra i locali di lavoro hanno assunto una nuova veste per portare ulteriore sviluppo a questa realtà locale. Con 4mila metri quadrati, 20 dipendenti, sono tanti i ricordi che affiorano a Grazia e Paola Gelli, sorelle e figlie di Giampiero, oltre che del nipote Alessandro Creati. Nomi e cognomi che continuano a dare ossigeno e vitalità ad una realtà. «I contadini venivano a prendere il prosciutto e ci riconoscevano per la qualità – spiegano – questi sono ricordi indelebili. Tra l’altro i nostri primi clienti erano i macellai di Certaldo che venivano a prendere la carne fresca». La Camera di Commercio di Firenze inoltre ha inviato una nota, firmata dal presidente, Leonardo Bassilichi, dove si congratula per il traguardo raggiunto e l’impegno speso in questi anni per la crescita del territorio, da un punto di vista economico e sociale. Con la vendita diretta, il lavoro con la grande distribuzione, sono decine i prodotti che escono da questa azienda e come spiegato dagli stessi fondatori «il legame con il paese di Certaldo è più forte che mai».