Elsa, centrali minate da guasti e ritardi

Ecco gli ostacoli per la produzione dell’energia idroelettrica su cui ha scommesso la Regione da Empoli fino a Certaldo

EMPOLI. Sfruttare l’acqua, una risorsa della terra, per produrre energia elettrica, in modo pulito e sostenibile. Una missione lodevole da parte di istituzioni ed imprenditori che però si sta scontrando con malfunzionamenti e burocrazia.

Tra questi casi c’è la turbina alla steccaia del fiume Elsa, fra Sant’Andrea e Molin Nuovo, nel comune di Empoli, che risulta ferma, non funzionante in base a diverse segnalazioni. Un esempio in mezzo poi ai rallentamenti che riguardano alcuni progetti per nuovi impianti bloccati da molti mesi nei palazzi della Regione.L’acqua continua a scorrere ma l’energia elettrica è ferma al palo.


Ad accorgersi che a Sant’Andrea le turbine della piccola centrale sull’Elsa non funzionano sono stati alcuni residenti della zona. L’acqua che scende lungo il corso del fiume fa girare una turbina che genera energia elettrica. La turbina però è ferma, mentre il tracciato per la risalita dei pesci, è completamente invaso da arbusti e sporcizia. A poca distanza inoltre ci sono anche circa 20 sacchi di rifiuti con scarti provenienti da qualche cantiere edile.

L’impianto nel tratto empolese che è fermo al palo è entrato in funzione a fine 2018. Fa parte di un investimento privato del nord Italia per un costo totale di 2 milioni e mezzo di euro. Una estensione pari a sette chilometri fra Dogana, Granaiolo e appunto Molin Nuovo.

Tre centrali con una potenza calcolata nei dettagli: quelle di Castelfiorentino 200 kilowatt, quella di Empoli con un 25% in più di potenza, quindi 250 kw. Si pensi che una centrale più piccola, di 50 kw, può soddisfare il fabbisogno giornaliero di una decina di famiglie. L’Elsa, pur essendo un piccolo fiume, si presta particolarmente a tale scopo, grazie alla presenza di dislivelli. Questo permette la produzione teoricamente a tempo illimitato di energia elettrica. L’altro pregio di questa tecnologia è quello di non comportare l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, a differenza di petrolio o carbone.

E proprio negli ultimi anni c’è stata una crescita esponenziale in questa direzione per poter utilizzare l’acqua del fiume. E gli amministratori locali hanno lavorato in sinergia con le aziende per permettere così di dar vita ad un meccanismo ingegnoso di produzione di energia elettrica pulita.

Arrivare a simili risultati però non è mai facile perché il meccanismo per arrivare alla loro realizzazione è spesso farraginoso e le istituzioni non riescono spesso a dare risposte in tempi stringenti per permettere alle aziende che investono in questa energia alternativa di andare avanti.

E infatti anche per l’Elsa ci sono al momento imprenditori ingessati in attesa di risposte da parte della Regione Toscana.

Da un anno e mezzo, guardando la Valdelsa ed arrivando fino a Certaldo, ci sono due imprenditori che attendono una risposta dagli uffici competenti in merito alla possibilità di dar vita ad una centrale idroelettrica.

Progetti che hanno richiesto spese in via preliminare con imprenditori in attesa di indirizzare i loro investimenti una volta che la Regione avrà reso noto il soggetto designato ad andare avanti. Telefonate, messaggi e puntualmente si parla di decisione che arriverà nelle prossime settimane. È accaduto a gennaio, a luglio e adesso a ottobre. Si tratta di un progetto che riguarda la steccaia di Certaldo, al confine con Badia a Elmi, frazione di San Gimignano.

In campo c’ è una realtà con sede aziendale a Poggibonsi, l’altra a Empoli, entrambe rappresentate da professionisti del territorio. Entrambe realizzerebbero il manufatto tra l’altro in una porzione di terreno appartenente ad una società empolese, proprietaria della struttura alberghiera a 5 stelle che poggia le sue basi sui resti di un antico mulino, pronto, curiosità del caso, a rimettere in moto la sua storica turbina.