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«Noi beffati da chi minimizza i veleni». Sconcerto dopo la conferma sul cromo

I prelievi disposti dalla Procura per analizzare il terreno

Dura la reazione del comitato “No Keu” per le nuove analisi con la conferma del superamento dei limiti oltre 26 volte

EMPOLI. Sulla presenza di Keu non conforme sotto il tracciato della strada regionale 429 arrivano nuove inquietanti conferme. Dopo i risultati preliminari della magistratura, che parlavano di livelli di inquinanti - tra cui cromo e arsenico - ventisei volte superiori ai limiti consentiti dalla legge nei rilevati stradali del cosiddetto “cerotto” in località Brusciana, ieri sono uscite altre risposte delle analisi affidate dalla procura di Firenze al geologo Giovanni Balestri nell’ambito dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Firenze sullo smaltimento dei rifiuti delle concerie di Santa Croce.

Risultanze che confermano livelli di inquinamento altissimi. «Purtroppo siamo di fronte ad una nuova conferma di quello che denunciamo ormai da mesi – attacca Samuela Marconcini, portavoce dell’assemblea permanente No Keu – ormai è chiaro a tutti che il quadro delineato dalla magistratura ad aprile scorso e riscontrato prima dell’estate dalle prime analisi commissionate è il peggiore possibile. Lungo la strada 429 sono state scaricate migliaia di tonnellate di Keu non conforme. Le minimizzazioni da parte della politica, che per mesi è rimasta in silenzio e ha preso tempo, adesso suonano ancora più beffarde».


A giugno scorso dalla procura erano filtrate le prime indiscrezioni che parlavano, appunto, di concentrazioni di sostanze inquinanti ventisei volte superiori ai livelli stabiliti. I risultati delle analisi effettuate dall’Arpat su incarico della magistratura ancora non erano ufficiali, ma aprivano uno scenario da incubo. In realtà, già dal primo sopralluogo dei tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale si era capito subito che nell’area indicata dalle indagini c’era qualcosa che non andava. Sotto al cavalcavia ferroviario nella frazione di Brusciana era bastato scavare pochi centimetri per trovarsi di fronte ad uno strato di terra nera. Per avere i primi dati, tuttavia, fu necessario attendere oltre un mese. Un tempo lungo nel quale le preoccupazioni degli abitanti sono via via cresciute, fino alla prima doccia fredda. Poi la promessa da parte delle autorità che sarebbe stato presentato un piano per la messa in sicurezza dell’area entro la fine di luglio. Ma poi quel piano è slittato e la presentazione è avvenuta solo pochi giorni fa, portando ad una nuova doccia fredda. A differenza di altri siti toscani, interessati dall’utilizzo di Keu non conforme nei rilevati di diverse infrastrutture, sulla 429 l’intervento è stato considerato più complesso e per questo non si procederà subito alla caratterizzazione e alla bonifica. Ma si procederà, intanto, a isolare il terreno su cui sono stati fatti i prelievi con dei teli impermeabili. Un’operazione che, tuttavia, ancora non ha tempi certi, seppure le prime piogge autunnali siano già arrivate e il rischio di inquinamento dei territori limitrofi e delle falde si faccia sempre più concreto. «Assieme agli abitanti e al nostro gruppo tecnico stiamo pensando – prosegue Marconcini - di chiamare in causa anche dei medici per stabilire quali siano i reali rischi per la salute delle persone che abitano nell’area inquinata. I risultati dello studio Balestri si riferiscono alla prima metà di settembre e confermano la contaminazione: non c’è più tempo da perdere. Per di più noi abbiamo continuato a chiedere alle autorità di proseguire con le verifiche lungo tutto il tracciato della strada, perché ci sono forti dubbi sul fatto che il Keu non conforme possa essere stato utilizzato altrove. Su questo, però, non abbiamo ricevuto ancora riscontri. E nel frattempo cosa sta succedendo nell’impianto Aquarno? Si sta continuando a produrre Keu?».

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