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A Capraia e Limite la mensa è obbligatoria, genitori infuriati: «Ce lo hanno detto solo all’ultimo»

La scuola elementare Guglielmo Marconi a Limite sull'Arno

Agli alunni non è più permesso andare a mangiare a casa, ma tante famiglie non si possono permettere il costo del pasto

CAPRAIA E LIMITE. Decine e decine di famiglie sul piede di guerra per la decisione dell’istituto comprensivo di Capraia e Limite di rendere obbligatoria la mensa per coloro che avevano scelto il tempo prolungato. Una decisione che di fatto ratifica un decreto del 2019, ma che è arrivata con una circolare emanata a due giorni dall’inizio dell’anno scolastico e senza lasciare nessuna possibilità alle famiglie di cambiare la propria scelta.

«Se non ci sarà soluzione a questa situazione – protestano i rappresentanti di classe dei genitori – molte famiglie saranno costrette a spostare i figli in altre scuole, perché non si possono permettere il costo della mensa anche alla luce delle difficoltà economiche sopraggiunte con l’emergenza Covid». Il provvedimento riguarda nello specifico i trecento bambini che frequentano le scuole primarie “Corti” di Capraia e “Marconi” di Limite, che fanno parte appunto dell’istituto comprensivo. E in particolare coloro che avevano optato per le quaranta ore settimanali, e quindi per il rientro pomeridiano. Per loro, infatti, la dirigenza scolastica ha deciso di introdurre l’obbligo di utilizzare la mensa scolastica comunale, che ha un costo fisso di 4,90 euro al giorno, con la possibilità di accedere a delle agevolazioni in base ai diversi scaglioni di Isee.


«Il piano formativo prevede che nel tempo pieno a 40 ore – proseguono i rappresentanti dei genitori – possano essere previste dieci ore settimanali di mensa. Tuttavia nel nostro comune non era mai stato introdotto l’obbligo di usufruire del servizio e quindi le famiglie erano sempre state libere di scegliere il tempo pieno portando via i figli nell’orario della mensa e risparmiando così il costo dei pasti. Questa prassi è stata cambiata a due giorni dall’inizio dell’anno scolastico, con una circolare della dirigente (Angela di Donato, nda). Ovviamente, se le famiglie avessero saputo prima di questa volontà avrebbero optato per il tempo corto di 27 ore, senza rientri pomeridiani». All’origine dei malumori, infatti, c’è la chiusura da parte della dirigenza rispetto proprio alla possibilità di passare dal tempo prolungato al tempo corto per evitare di pagare la mensa.

«Appena abbiamo letto la circolare abbiamo chiesto un incontro con la dirigente – spiegano – e ci è stato dato appuntamento per venerdì scorso. All’incontro erano presenti anche il sindaco (Alessandro Giunti , nda) e l’assessore alla scuola (Angela Centi, nda) del Comune di Capraia e Limite, che hanno cercato una mediazione e di trovare delle soluzioni. Ma di fronte alle nostre richieste, che sono dettate da delle esigenze reali, non c’è stata nessuna apertura. La dirigente ha detto che le cose stanno così, che la decisione è suffragata dalle norme e che le questioni economiche non dipendono da lei. Quindi chi ha scelto il tempo prolungato deve per forza far mangiare i figli alla mensa e di conseguenza sobbarcarsi i costi. Questo non è accettabile. Noi abbiamo chiesto di dare la possibilità ai bambini che vogliano di portasi il pranzo da casa, ma questo non si può fare. Abbiamo chiesto che allora potessero essere portati via i bambini durante l’orario della mensa, ma su questo non vuole discutere. Allora abbiamo proposto di far cambiare scelta alle famiglie sul tempo scuola, ma ancora una volta c’è stato un muro». «Alla fine – concludono i rappresentanti di classe dei genitori – chi non potrà permettersi la mensa sarà costretto a portare il figlio o la figlia in un’altra scuola».

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