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I cittadini in piazza contro la demolizione. Il sindaco: «Ma l’ex teatro è pericolante»

un momento dell’assemblea pubblica che ieri pomeriggio si è tenuta nel giardino comunale di Gambassi Terme

Gambassi: confronto aperto fra il comitato popolare e l’amministrazione comunale sull’abbattimento dello storico edificio

GAMBASSI. Un forte ed acceso dibattito sul progetto di rifacimento dell'ex teatro, dove ciascuno ha mantenuto le sue posizioni, non trovando punti d'incontro. Da una parte l'amministrazione comunale, convinta di dar vita ad un centro polivalente a disposizione di residenti e turisti, dall'altra parte il comitato “Salviamo il teatro” che ha raccolto più di 400 firme e ha chiesto di salvaguardare la struttura e di non demolirla. Nel giardino comunale di Gambassi Terme vi erano più di 100 persone pronte per ascoltare il sindaco Paolo Campinoti, assieme a tutta la giunta, e uno degli architetti che ha lavorato al progetto, Giada Fiaschi. A prendere per primo la parola è stato proprio il sindaco che ha ripercorso tutte le fasi che hanno portato l'amministrazione comunale a spendere più di un milione euro: «Questo è un argomento che ha interessato molto l'opinione pubblica e dove abbiamo cercato di toccare e mantenere le sensibilità legate a questo luogo storico. Abbiamo fatto una assemblea nel giugno 2017 e successivamente siamo andati in consiglio comunale, replicando con altri incontri, fermati poi dalla pandemia covid 19. Forse abbiamo fatto qualche errore ma questa era la strada da percorrere, in quanto occorre intervenire perché tale edificio è pericolante». Poi ha preso parola l’architetto Fiaschi che fa parte della squadra di professionisti, che ha seguito tutte le fasi di realizzazione del progetto: «Abbiamo cercato di valorizzare gli spazi in base alle funzionalità che potrà assumere la struttura, non è stato facile mantenere una idea per un edificio, compreso fra il platano, una piazza e la strada». Hanno preso poi la parola cittadini ed esponenti politici, sopratutto di maggioranza, in chiave Pd, come Gianni Cortina, gambassino doc, che ha sposato il modo di agire dell'amministrazione comunale e la scelta finale: «La discussione non può sfociare in eccessi. Si poteva fare qualcosa in più con incontri pubblici, ma il covid 19 ci ha frenato». In mezzo al pubblico, tanti firmatari del comitato “Salviamo il teatro” che ha distribuito a tutti i presenti un volantino, dove ha sintetizzato le sue idee. Maria Rita Vanni, cittadina locale, chiede un passo indietro all'amministrazione comunale: «Noi vogliamo un progetto che ci possa appartenere e il progetto partecipativo vero e proprio, non c'è stato, solo una assemblea. Noi non siamo architetti per dire come occorre realizzare un progetto, ma allo stesso tempo mai nessuno ci ha detto che sarebbe stato praticamente raso al suolo. I soldi che si vanno spendere appartengono a tutti noi. Servirebbe un referendum per dare voce alla comunità. Nel 2017 ricordiamo, documenti alla mano, che con 130 mila euro la facciata si poteva salvare». Spazio poi a due giovani i quali hanno spinto per una nuova vita all'ex teatro, che assumerà un ruolo centrale in questo paese. Interviene uno dei fondatori del comitato, Franco Ciappi:«Questo progetto non tiene conto della memoria storica ed è completamente estraneo dal contesto della piazza. Il ministero dei beni culturali sta facendo un censimento dei monumenti dedicati alla Grande Guerra, noi lo abbiamo segnalato, l'ex teatro non si può cancellare».

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